D'ARTAGNAN, che fu leale


Editoriale del 17 maggio 2017

Charles de Batz de Castelmore nacque a Lupiac, laddove la Guascogna si perde nei Pirenei.
Ci andai per vedere il luogo natale dell’eroe della mia giovinezza, quel moschettiere senza macchia e senza paura che prese il cognome della madre, d’Artagnan, la cui nobiltà era più feconda di quella paterna.
Arrivò, il mio spadaccino, nella Parigi di re Sole, ricco solo della sua abilità nella scherma e del suo senso dell’onore.
E, una volta disciolto il corpo dei moschettieri, andò al servizio di uno dei più straordinari personaggi del suo tempo, Nicolas Fouquet, ministro delle Finanze reali.
Protettore di artisti e poeti, fu tradito dai suoi amici e ne fu ordinato l’arresto dal cardinal Mazarino.
L’ingrato compito di serrargli le manette ai polsi fu dato proprio al suo fedele servitore, D’Artagnan, che lo arrestò con le lacrime agli occhi.
Poi lo seguì di prigione in prigione standogli sempre vicino sino agli istanti estremi della sua misteriosa morte avvenuta nel carcere di Pinerolo per ordine di sua Maestà in persona.
Fouquet fu fatto avvelenare dal re che forse era suo fratello.
E dietro questa tragedia si nasconde il mistero della Maschera di Ferro, che di tutto questo fu muto testimone.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)

E dietro questa tragedia si nasconde il mistero della Maschera di Ferro, che di tutto questo fu muto testimone. (da D’ARTAGNAN, che fu leale – editoriale di Antonangelo Liori

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