DAVVERO VIVO IN TEMPI BUI


Editoriale del 21 agosto 2020

 

La politica sta degenerando. Ormai mi accorgo di passare il tempo a stabilire se un’affermazione sia parzialmente inesatta, se una notizia sia una bufala. Mi aiuta la diffidenza. Peccato, proprio adesso che cominciavo a capire le donne e i loro rifiuti, più che altro la loro indifferenza nei miei confronti.

Se in un dibattito ci sono Capezzone o la Maglie, io non cambio canale, faccio come quelli che amano la pubblicità. Una crepa sul muro di casa loro è una creazione artistica di Fontana.

Tutto viene considerato prassi normale, legittima,  l’opposizione fa il suo lavoro.

Si sente dire che i contagi recenti sono opera dei migranti, i cui sbarchi sono aumentati. Qualcuno potrà anche esserci stato, ma proprio chi arriva in barcone è il più controllato e in definitiva segregato.

Si cita sempre di più come una parola d’ordine che ogni giorno muoiono tot persone di cancro, di incidente stradale, ben più del Covid. E quindi? Non sono malattie contagiose, la loro diffusione le rende pericolose.

Si fa sempre ampia ironia per certe regole inutilmente drastiche e dittatoriali che ledono le libertà individuali. Le proibizioni non sono individuali, ad personam solam, valgono per tutti, altrimenti i pochi diventano moltitudine. Non si può andare in chiesa: ma come? Che male faccio a sedermi a pregare su una panca? Niente, purtroppo ci sono sempre molti altri che vogliono approfittarne.

Posso essere un buon cristiano anche a casa mia. Invece di dire rimanete dove siete, e scambiate il segno della pace con vostra suocera. Vediamo le partite in televisione, possiamo allo stesso modo assistere a una funzione trasmessa.

Spero solo che il problema abbia necessità dei suoi tempi, meglio un sacrificio di qualche mese che l’illusione che tutto sia passato.

Non ingeneriamo nervosismi ulteriori, non inventiamo polemiche, usiamo quel buon senso che pure viene invocato sempre. Chissà cosa mi direbbero i miei genitori, che mi parlavano delle loro esperienze indirettamente: “Mamma ho fame” – “Tu non hai fame, hai solo appetito, la fame è un’altra cosa”.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

 

 

Si fa sempre ampia ironia per certe regole inutilmente drastiche e dittatoriali che ledono le libertà individuali. Le proibizioni non sono individuali, ad personam solam, valgono per tutti, altrimenti i pochi diventano moltitudine (da DAVVERO VIVO IN TEMPI BUI – Editoriale di Nino Nonnis)

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