DIARIO DEL LADRO


Editoriale del 14 dicembre 2105

Non so se vi è mai capitato di sentirvi così, o peggio, o per fortuna, d’essere proprio dei lestofanti coi fiocchi. Scrive Jean Genet nel “Diario del ladro”: “Carico d’amore il mio sguardo non distingue, e non distingueva allora, quegli aspetti sorprendenti che inducono a considerare gli individui alla stregua di oggetti. A qualsiasi comportamento, anche al più strano in apparenza, attribuivo di primo acchito, senza riflettere, una giustificazione. Il gesto o l’atteggiamento più insoliti mi sembravano corrispondere a un’intima necessità: non sapevo, né so ancora, irridere. Avrò così attraversato i penitenziari, le carceri, avrò conosciuto i postriboli, i bar, le strade, senza stupirmi”. Ora, avremmo bisogno di quattro o cinque tomi di non so bene quale disciplina per indagare l’identità che inchioda amore e assenza di giudizio allo stesso centimetro di muro. Forse, come sosteneva il vecchio papa Hemingway, agli artisti qualcosa deve andare profondamente storta nell’infanzia. Genet rientra nel paradigma: ladro, formidabile checca, pornografo, ergastolano, soldato della Legione Straniera, indefesso viaggiatore, paladino degli ultimi. L’inappartenenza gli si strizzò in una scrittura materica, l’ossessione della forma tipica di chi è perduto nel pensiero che tutto accoglie, schiavo di una superiore forma di umiltà. È estetica della depravazione, l’esistenza spiegata in un reticolo di voglie. Tutto trova ordine nell’assurdo, purchè questo venga intimamente accettato. Gli esseri più pericolosi e violenti sono gli educati, architetti che costruiscono forme esatte, azione dopo azione. Solo gli esseri morali uccidono con premeditazione. Nuda e sbracata, la mia divinità è una donna che accarezza benevola un grembo fecondo di disordine. Per farla breve, amiamoci. Pervertitevi. Rubate. Possiamo sempre convertirci in croce, all’ultimo, da divini paraculi.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da un documentario su Jean Genet

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