DIECIMILA DESIDERI DI CARTA


Editoriale del 5 novembre 2018

Dopo quaranta mesi di prigionia in Siria il giornalista giapponese Jumpei Yasuda è tornato a casa. Mentre i miliziani del califfato lo spostavano da un’oscurità all’altra la madre confezionava diecimila orizuru, gru di carta appartenenti alla grande famiglia degli origami. Secondo la tradizione scintoista ne sono necessari mille affinché un desiderio si realizzi. Molte fra le esperienze che ci fanno dimenticare il grigio sogno della vita sono affilate come lame. Ma questo è un dibattito decrepito, cronaca quotidiana. Ben più interessante scoprire cosa abbia contenuto più realtà, se la nuda prosa di Jumpei aperta sulla storia o le infinite pieghe di carta della madre. Forse l’unica scienza che permetta a un atomo di mondo di nascere è l’incontro fra due superstizioni.

Luca Foschi (Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)


Mentre i miliziani del califfato lo spostavano da un’oscurità all’altra la madre confezionava diecimila orizuru, gru di carta appartenenti alla grande famiglia degli origami. (da DIECIMILA DESIDERI DI CARTA – Editoriale di Luca Foschi )

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