I DIRITTI CIVILI DI SANDRA


Editoriale del 29 settembre 2021

L’orangotango Sandra è stato il primo animale a godere dei diritti civili. Nel 2014 un gruppo di avvocati animalisti, dopo aver denunciato il trattamento crudele che l’orangotango riceveva nello zoo di Buenos Aires, ha presentato una petizione per richiedere a nome di Sandra l’applicazione dell’«habeas corpus», l’istituto giuridico che garantisce l’inviolabilità della libertà personale. La giudice Elena Liberatori, esaminata la richiesta degli avvocati, ha dichiarato Sandra “persona non umana” dotata di sentimenti e di capacità di prendere decisioni, e quindi beneficiaria dei fondamentali diritti civili. Dunque Sandra non poteva più essere tenuta in cattività, doveva essere liberata. E a nulla è servito il ricorso in appello dello zoo di Buenos Aires: nel 2019 la stampa annunciava l’imminente trasferimento dell’orango nel Centro per le grandi scimmie di Wauchula, in Florida,. Poi di Sandra non si è saputo più nulla.
Pochi giorni fa ho trovato su Youtube un video del 2020 che la mostra felice, intenta a spazzolarsi le unghie nella sua nuova residenza. Mi piace la storia di Sandra; mi piace l’idea che degli esseri umani, degli avvocati, abbiano impegnato il loro tempo e le loro conoscenze giuridiche per far ottenere l’«habeas corpus» a un orango; mi piace che un altro essere umano, un giudice, anzi una giudice, abbia impiegato il suo tempo per valutare la richiesta degli avvocati, per riflettere sui sentimenti e le capacità di Sandra e che, infine, le abbia riconosciuto i fondamentali diritti civili in quanto persona non umana. Mi piace

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Poi di Sandra non si è saputo più nulla. Pochi giorni fa ho trovato su Youtube un video del 2020 che la mostra felice, intenta a spazzolarsi le unghie nella sua nuova residenza.”
Da I DIRITTI CIVILI DI SANDRA – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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