DISPREZZO


Editoriale del 15 febbraio 2021

Disprezzo la “politica” di Matteo Renzi. La disprezzo in tutte le sue faccine, sino all’ultimo dei suoi nei. La disprezzo nei suoi toni ridicolmente enfatici; nei suoi tentativi di strumentalizzare tutti, anche i morti; nei suoi tradimenti seriali; nei suoi sotterfugi da calcinculo. E mi irritano quelli che la giustificano, la blandiscono o, addirittura, la esaltano; sono come i commentatori calcistici che, nei casi di simulazione con tuffo e disgustosa contorsione a seguire, parlano di esperienza, di furbizia, e non si sognano di definirla con l’unica parola possibile: slealtà.
La Politica italiana è strapiena di difetti, ma in nessun caso, in nessun partito, assurge a sistematico, compiaciuto, patologico spregio per l’etica e l’estetica come nella versione di Renzi.
In occasione del referendum per la riforma costituzionale Renzi, allora Presidente del Consiglio, dichiarò solennemente che in caso di sconfitta si sarebbe dimesso dalla Politica; ebbene, quando le cronache raccontano che poi – sconfitto – non volle dimettersi, sbagliano. Lui al massimo poteva dimettersi dal suo ruolo, non dalla Politica. Il suo personale concetto di amministrazione della cosa pubblica, infatti, sta alla Politica come il prurito per la dermatite atopica sta all’allegria per una torta al cioccolato.

Filippo Martinez (Idiosincrasista)

“La Politica italiana è strapiena di difetti, ma in nessun caso, in nessun partito, assurge a sistematico, compiaciuto, patologico disprezzo per l’etica e l’estetica come nella versione di Renzi.”
Da DISPREZZO – Editoriale di Filippo Martinez (Idiosincrasista)

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