I DISTURBI DELLA PERCEZIONE


Editoriale del 15 novembre 2020

L’assistente le fa cenno di entrare. Titubante, con una certa apprensione entra nello studio. L’odore di chiodi di garofano è dappertutto, il dottore è seduto alla scrivania. Subito la sensazione di aver già visto quegli occhi e un vago ricordo di quello stesso volto – molto più giovane – si insinua nei suoi pensieri sottraendola perfino all’ansia da dentista. Si fruga in testa a ripescare da chissà dove un fatto, un luogo,una persona che la conducano a lui. Chi è, accidenti. Dottor Cavalli. Cavalli, Cavalli, Cavalli. CAVALLI! Era un mio compagno di classe al liceo, terzo banco, fila di mezzo! Accidenti, com’è invecchiato -pensa -mentre lui, Antonio Cavalli, le infilza l’ago nella gengiva. Ahi, che vecchio! Poverino, sembra mio nonno. E il suo naso, porca miseria, è enorme, è cresciuto a dismisura. Il tempo crudele, che gli ha ingrandito pure le orecchie, ha scavato nel Cavalli rughe enormi e gli ha decimato i capelli. Mentre aspettano che l’anestesia faccia effetto lei sonda il terreno. Ci conosciamo, mi pare, anzi ne sono sicura, gli dice. Ha frequentato il Liceo Alighieri, vero? Il dottore la guarda e le sorride, il sorriso è lo stesso – pensa lei – povero Cavalli, che vecchio, e quant’era bello, mischino! Sorride Cavalli, la scruta e ha un guizzo. Si ricorda, finalmente! Ti ricordi, Antonio? Si, ricordo bene gli anni del Liceo, e tutti i compagni, più o meno. Ci sono! Lei è stata una mia professoressa, vero? Angela scompare dietro il trapano. Cavalli si domanda perché urli. Professoressa si rilassi, non ho neanche cominciato!
Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

Ahi, che vecchio! Poverino, sembra mio nonno. E il suo naso, porca miseria, è enorme, è cresciuto a dismisura. Il tempo crudele, che gli ha ingrandito pure le orecchie, ha scavato nel Cavalli rughe enormi e gli ha decimato i capelli. Da I DISTURBI DELLA PERCEZIONE, editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

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