DOLCETTO, SCHERZETTO E LIBRETTO


Editoriale del 30 ottobre 2018

Ogni anno, la sera di Halloween, un gruppo di amici si incontra in un capanno sul lago a leggere, in cerchio, storie di fantasmi. L’atmosfera notturna, la spessa coltre di nebbia che circonda il luogo, il vento che ulula offrono il clima più adatto alla suggestione tenebrosa. Col passare della gioventù, quando la comitiva diventa una compagnia di quarantenni, l’effetto rischia di attutirsi, perché tutti “sembravano avere più paura dei risultati elettorali e delle tasse che dei vampiri e dei licantropi”. A vivacizzare la nottata ci pensa Rob, che, in sua assenza, invia un testo, scritto col sangue, che gli amici sono invitati a leggere. La tensione giunge al massimo quando ci si accorge che il racconto non è altro che la cronaca di quella stessa serata e che tutto quanto viene narrato accade con inquietante puntualità nello stesso istante della lettura. Spaventata, la brigata non resiste e getta un’occhiata all’ultima pagina. Dove si scopre che “moriamo tutti”. Che fare? Chi suggerisce di bruciare subito quelle pagine, chi di riscrivere la storia cambiando il finale in un rassicurante “Tutto tornò alla normalità”. Questo racconto “autoreverse” (“Il cerchio”), firmato Lewis Shiner, chiude la raccolta Einaudi “Racconti di Halloween”, aperta da una storia di Ray Bradbury (nella quale un signore in lite con la moglie decide di punirla smembrando la loro figlia durante un giochetto di streghe, inventato per intrattenere i bambini durante Halloween) che è anche la prima che viene letta dagli amici nel racconto di Shiver. L’antologia chiude perciò il lettore in un cerchio di malefica suggestione, dopo averlo abbondantemente sbalestrato con una ventina di capolavori dei maestri del brivido. Si va dal memorabile Edgar Allan Poe di “Il crollo della casa Usher” al geniale Howard Phillips Lovecraft di “Il colore venuto dallo spazio”, dal Maupassant di “L’Horla” all’Hoffmann di “Vampirismo”, senza tralasciare Dickens e Conan Doyle, Wells e Robert Bloch, Richard Matheson e il nostro Dino Buzzati, nonché una curiosa variante americana del mito di Orfeo ed Euridice composta da Joe Lansdale. Non c’è modo migliore, domani, per festeggiare la sera di Halloween, che trascorrerla leggendo, tra un dolcetto e uno scherzetto, questo macabro libretto.

Fabio Canessa
Preside del Liceo Olistico Quijote

L’antologia chiude perciò il lettore in un cerchio di malefica suggestione (da DOLCETTO, SCHERZETTO E LIBRETTO – Editoriale di Fabio Canessa)

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