DONNA BAFFUTA È SEMPRE PIACIUTA?


Editoriale del 23 giugno 2021

Dopo più di un anno di lockdown, zone rosse e arancioni con annesse chiusure dei centri estetici, sull’onda della confortevole assuefazione all’assenza delle cerette e delle luci pulsate, il numero delle donne che aderiscono ai movimenti “no wax” (no ceretta), impegnati nella battaglia per la liberalizzazione del pelo superfluo, è aumentato sensibilmente secondo quanto riporta l’agenzia britannica Mintel. Quella stessa battaglia iniziata nel 2014 dalla pop star Madonna con lo slogan “long hair don’t care” (peli lunghi, non mi importa) e appoggiata recentemente dalla Adidas con un post pubblicitario che, mostrando la pole dancer Leila Davies con le ascelle non depilate, ha suscitato l’entusiasmo di molte per il modello che propone: una donna libera dalla dittatura estetica che per anni le ha imposto un corpo perfettamente liscio e depilato.
Per anni? Almeno tremila, se è vero che gli Egizi ricorrevano alla rasatura totale e che Cleopatra utilizzava una ceretta molto simile a quella che usiamo oggi, che gli antichi greci detestavano i peli pubici, e che Ovidio ne “L’arte di amare” raccomanda alle romane di non trascurare la depilazione delle gambe. La guerra ai peli superflui femminili è stata combattuta per millenni, incessantemente, fino a quando, negli anni’60 del secolo scorso la depilazione di gambe e viso (sopracciglia e baffetti) diventa un “must”, una questione di buon gusto e di emancipazione. Resta la deroga per i peli delle ascelle, fino agli anni ’70; dopo non più, dopo tutte levigate, più o meno dappertutto. Insomma la “donna baffuta”, nonostante il proverbio, non è mai piaciuta a nessuno, in nessun tempo e da nessuna parte, tanto che per rendere appetibile la categoria è stato necessario attribuirle delle doti morali: “donna pelosa, donna virtuosa”, insinuando contemporaneamente dubbi sulle morigeratezza dei costumi delle donne depilate. I soliti sporchi trucchi dei maschi? Tentativo di riscatto di quelle donne che in passato, non erano libere di ricorrere alla depilazione a causa di padri e mariti gelosi che consideravano la pratica disdicevole? Non è dato saperlo, ed è meglio non indagare. Detto questo è sacrosanto che ogni donna faccia ciò che crede dei propri peli, che decida di considerarli superflui ed eliminarli oppure tenerseli ed esibirli, magari colorati di fucsia o verde mela come fanno le sostenitrici del movimento “free your pit” (libera le ascelle); d’altronde “tutti i gusti son gusti”; senza contare che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Ma soprattutto: “rosso di sera bel tempo si spera”.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Gli antichi greci detestavano i peli pubici.”
Da DONNA BAFFUTA È SEMPRE PIACIUTA? – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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