DORIAN GRAY


Editoriale del 22 agosto 2014

È chiaro che non hanno mai letto Il ritratto di Dorian Gray, altrimenti non oserebbero. Parlo degli scienziati che lavorano a un sistema per ricavare, dalle rughe di un essere umano e dalle macchie sulla pelle, un pronostico attendibile sulla sua data di morte. È già abbastanza faticoso venire a patti coi segni del tempo svelati giorno dopo giorno dallo specchio: per illuderci diciamo che “danno espressione”, rispetto alle facce tirate tutte uguali dal bisturi (ma un giorno i chirurghi avranno tecniche migliori, e allora cosa diremo?). Proviamo a consolarci con quella frase attribuita ad Anna Magnani, rivolta al truccatore: “Non togliermi quelle rughe, ci ho messo una vita a farmele”. Ma restano bugie pietose, raccontate a noi stessi. Ci manca solo che quei solchi attorno agli occhi o alle labbra diventino un lugubre presagio, come a scolpire anzitempo sulla nostra lapide la data mancante e ignota. Se un giorno troverete davvero il logaritmo capace di svelare la relazione tra segni sul volto e longevità, non ditelo a nessuno. Abbiate a cuore la beata ignoranza del mondo. Nascondete le formule in una soffitta, come fece Dorian Gray col suo ritratto, poi chiudetela a chiave e non riaprite mai più.

Giuseppe Meloni
(Serendipiterapeuta di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Pane, amore e… (1955) diretto da Dino Risi. con Vittorio De Sica, Sophia Loren, Lea Padovani, Mario Carotenuto, Tina Pica

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