DUE DOMANDE


Editoriale del 24 novembre 2017

Questo è un editoriale aperto, che attende risposte a due domande. Ecco la prima: capita anche a voi che il verso di una poesia o di una canzone (ma senza la musica), sempre lo stesso, torni spesso nella vostra mente? E se sì, mi scrivete qui sotto qual’è? La seconda domanda riguarda la frase che da circa 50 anni si infila spesso tra i miei pensieri. Questa: “Il mio ricordo si brucia, ditelo ai gelsomini con il loro piccolo bianco”. È un verso dal Lamento per la morte di Ignacio Sanchez Mejías di Federico García Lorca. Ignacio era un grande amico e mecenate del poeta; racconta l’effetto devastante nel cervello del poeta alla vista dell’amico morente nell’arena, con la meravigliosa, assurda richiesta che vengano informati della tragedia i gelsomini “con il loro piccolo bianco”. Considerando che questo verso mi ritorna in mente nelle situazioni più disparate, quindi non solo in momenti drammatici ma anche in momenti allegri o ‘neutri’, qualcuno dei lettori – essendo il dottor Jung morto da un pezzo (l’unico psicoanalista cui mi sarei rivolto) – ha dilettantisticamente idea di che senso abbia o possa avere questo continuo ritorno nella mia vita? Grazie.

Filippo Martinez (Tragediografo di Aristan)

Lamento per Ignacio Sanchez Mejìas di Federico Garcia Lorca (voce di Carmelo Bene)

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