È FINITA LA PACCHIA PER LE OLOTURIE


Editoriale del 25 luglio 2019

Sarà per il loro aspetto osceno; sarà perché sono bavose e viscide, e se attaccate ti sputano addosso intestino e polmoni; sarà perché hanno la pelle dura come la suola delle scarpe e chi ha provato a mangiarle ha deciso che non ci riproverà; sarà per tutte queste e mille altre ragioni ancora che le oloturie, o se preferite i cetrioli di mare, qui da noi hanno avuto sino a poco tempo fa un’esistenza felice. Hanno potuto godere di una vita piena e dignitosa, mangiando fango sporco a volontà ed espellendolo pulito. Ora però la pacchia è finita: ci sono troppi cinesi in giro e tutti pronti a mangiarsele, disposti anche a pagarle a peso d’oro. I cinesi vanno pazzi per le oloturie e diversamente da noi riescono a cucinarle in mille modi: al carpaccio, all’uccelletto, essiccate, bollite, fritte, alla coque, ai quattro formaggi. Ed ecco che il fondo del Mediterraneo viene passato al setaccio come ai tempi della febbre dell’oro. Nonostante la loro pesca sia stata recentemente dichiarata illegale, tra un po’ i cetrioli di mare, animali di rara bassezza morale ed estetica, si estingueranno. Un disastro ecologico, ma avevano un aspetto osceno e bastava toccarle che ti sputavano addosso polmoni e visceri.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Hanno la pelle dura come la suola delle scarpe e chi ha provato a mangiarle ha deciso che non ci riproverà… (da È FINITA LA PACCHIA PER LE OLOTURIE – Editoriale di Marco Schintu)

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