È NATA LA CORONART


Editoriale del 22 marzo2020

La situazione creata dal coronavirus in pochi giorni ha smantellato la cattedrale di arroganza, di certezze, di miti, di presunzione, di aspirazioni, di pretese, di fatuo edonismo che la società contemporanea aveva trionfalmente costruito in questi ultimi settant’anni costringendo l’umanità a recuperare quel senso della morte che con ogni mezzo, aveva cercato di rimuovere, di camuffare. E recuperando il senso della morte, inevitabilmente, si recupera il senso e il desiderio della vita. Della vera vita. Quella che non sa che farsene delle finte esistenze costruite sui binari delle convenzioni e dell’ipocrisia. E con la vera vita, liberandosi dal mercato e dalla vanagloria, sta rinascendo prepotentemente l’Arte. Un’arte che giunge dall’allegria, dalla riflessione e dal nobilissimo senso del tragico di autori quasi sempre sconosciuti. È un’arte che non sfrutta i medium canonici; non ha la spettacolarità degli affreschi, la solennità della scultura, la potenza dei cori con l’orchestra dal vivo, ma gioca con intelligenza, sensibilità, humor e talvolta ferocia, con mezzi agilissimi: brevi video, meme, WathsApp che, sfruttando i linguaggi contemporanei, ‘vanno in vena’ in un istante e trasmettono stupore, sorrisi e spesso – ben camuffati – profondi spunti di riflessione.

Eccone un esempio. “La cena abbandonata”: in quest’opera l’artista anonimo con una folgorante intuizione poetica e un uso sapiente del photoshop è intervenuto cancellando gli apostoli e Gesù dall’immagine della celeberrima “Ultima cena” di Leonardo, capolavoro dipinto a secco tra il 1494 e il 1498 nell’ex refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. Su tutto, con sorridente amarezza, campeggia la scritta “Qui a Milano stiamo esagerando”. L’opera diffusa mentre in città cresceva il panico per l’avanzante pandemia crea in chi guarda un cortocircuito di sorpresa, divertimento e profonda inquietudine. È un’immagine che parte dal Rinascimento, attraversa la pop art, la conceptual art e approda nello spazio neurometafisico della Coronart.

Se avete da segnalare altre opere assimilabili alla Coronart (filmati, meme. testi, foto…) pubblicate i link nei commenti della nostra pagina facebook (https://www.facebook.com/uniaristan/). In un prossimo editoriale potrebbero darmi lo spunto per altre microrecensioni. Grazie.

Filippo Martinez (Storico dell’arte contemporanea)

 

“Un’arte che giunge dall’allegria, dalla riflessione e dal nobilissimo senso del tragico di autori quasi sempre sconosciuti”. Da CORONART – Editoriale di Filippo Martinez (Storico dell’arte contemporanea)

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