EFFETTO ARISTAN


Editoriale del 30 novembre 2013

Vado alla redazione di Aristan per consegnare il mio ultimo editoriale a Filippo ma lui si è appena trasformato in pipistrello e sta descrivendo un volo circolare sotto il soffitto della redazione. Affianco alla porta di ingresso, alla mia destra, Luca Foschi stende le sue sedici paia di mutande mentre racconta a Tony Cinquetti, che lo aiuta, il suo ultimo viaggio. Intanto, alla cattedra, maestra Cricrì corregge gli accenti in un editoriale del Geometra Creativo. L’unico che non si vede è l’ingegnere Carlo Todde, che si è chiuso nel suo studio col terrore che possano chiedergli di convertirsi o di fare la carità. Tutti vengono osservati dall’alto dallo Psiconauta: sta fluttuando nello studio stando ben attento a non scontrarsi con il pipistrello Filippo; indossa una tuta spaziale e studia la diagnosi di ognuno di noi.
Il nostro Epistemeudomonologo cammina avanti e indietro e parla di Kolmogorov, Vernadskij e Florenskij mentre Canessa, Chessa e Gianni Stocchino lo seguono come discepoli. In sottofondo, le casse accese da Paolo Putzu fanno sì che tutti restino ipnotizzati da “Strawberry Fields Forever”. Persino Hannibal Lecter (è questo il soprannome del cattivissimo Top Manager di Aristan) si lascia andare sulle note dei Beatles, e danza leggiadro.
Io resto lì a guardare i miei colleghi, sorrido, e penso che Aristan abbia gli stessi poteri di alcune droghe eccitanti senza condividerne gli effetti negativi (se non, forse, la dipendenza).

Raffaella Mulas
(Studentessa fuorisede di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

una selezioni di spettacolari goal “a effetto”

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