ELISIR


Editoriale del 28 novembre 2014

Nella memoria depositata in Archivio all’inizio del ’500, l’Accademico Perduto e alchimista Gino Marras racconta la storia della sua ricerca dell’elisir di lunga vita. Venti pagine oscure e abbastanza noiose si chiudono con l’annuncio di un trionfo: la scoperta di una pozione, ottenuta con ingredienti rari e costosi, capace di restituire vigore e giovinezza in chi la usi con regolarità. Il costo proibitivo, però, suggeriva di ritardarne la divulgazione: solo i più ricchi e potenti avrebbero potuto permettersela; e ciò sarebbe stato ingiusto, nonché socialmente pericoloso. Quindi , in attesa di tempi più maturi, Marras fissò in trecento anni il periodo di “riposo” della memoria e della donazione allegata: un campione dell’elisir con la ricetta per ottenerlo.
Il timbro con la luna calante, simbolo del 40° archivista Lio Loi, prova la regolare apertura della memoria avvenuta nel 1820; invece, della donazione non non ho trovato traccia. E’ possibile che Lio Loi, allora novantenne, abbia fatto un errore di registrazione e catalogazione? Lo escludo. Ho letto i suoi diari, scritti sempre con piena lucidità fino all’ultimo giorno di attività. Nel 1855, all’età di 125 anni, Lio Loi diede le dimissioni come Archivista e scomparve misteriosamente.

Carlo M.G.Pettinau
(Archivista dell’Oblio)

COGLI L’ATTIMO

 

da L’elisir d’amore, opera lirica di Gaetano Donizetti, Nemorino (Carlo Bergonzi) in Caro Elisir con Renata Scotto (Adina)

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