ELOGIO DELL'ACQUA


Editoriale del 14 marzo 2016

Ho molte memorie dell’acqua. Non il mare la pioggia o i laghi, nessuna di queste astrazioni. Ricordo una donna che lavava la strada nel quartiere di San Telmo a Buenos Aires, la lingua d’asfalto che usciva dal portone di casa. Con una grossa spazzola spargeva schiuma e lavanda, raspando il suo minuscolo pontile al mondo benediceva in un salmo segreto tutte le vie e gli esseri della città. Non posso dimenticare mio nonno che come un grillo panciuto stabiliva l’inizio dell’estate innaffiando un palmizio stanco e le rose solitarie nel giardino sopravvissuto ai palazzi. Le buche e le biglie che bruciavano i pollici si coprivano di fango come un destino sul miracolo delle psichedelie intrappolate nel vetro. È anche questo stupore immutato che mi ha legato al Medio Oriente e gli arabi. Seduto sul marciapiede quando la città scivola verso i sogni, fumo e bevo tè assistendo alla genesi che si rovescia su un ristorante. Cuochi, camerieri e proprietari lo travolgono con spugne, saponi, pompe, stracci e spazzole, una risacca, uno sciabordio spumoso e severo. Non ho difficoltà a leggervi una connotazione rituale delle classi subalterne. Ma non basta. Humile et pretiosa et casta: il sacro gocciola fra le dita, sfugge, confonde il sudore e rinnova il giorno in questo buio di piccoli cuori accesi.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da Butch Cassidy (1969) diretto da George Roy Hill. Con Paul Newman, Robert Redford, Katharine Ross.

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