ELOGIO DELL’ERRORE


Editoriale del 3 novembre 2013

“Tutto sommato la storia degli errori dell’umanità, sembra più importante ed interessante di quella delle sue scoperte.” (Benjamin Franklin)

E’ l’alba dei Terminator di ultima generazione, non quella dei robot ionici e dei nanocalcolatori ad acido nucleico, roba sorpassata, e non è neppure l’ora delle macchine emotive ad inferenza variabile, molto di più. La frontiera delle frontiere, quella dove non si vede neppure la luce perché si va più veloci, si occupa di analisi di complessità che si basano sull’incertezza. I confini si spingono, per la prima volta seriamente, sino a lambire l’Intelligenza Artificiale, e si basano sulla probabilità, sui meccanismi decisionali e sulla teoria dei giochi. Si basano, in fondo, sugli errori.
Sappiamo che gli esseri umani che eseguono delle mansioni monotone e ripetitive sono suscettibili di commettere degli errori occasionali che possono avere delle conseguenze gravissime (vedere Chernobyl per credere). Nonostante questo ben poco è noto circa le attività cerebrali che codificano simili errori. E’ infatti evidente che anche l’errore, come fenomeno biologico, debba essere anticipato da eventi che pur discostandosi dalla “normale” attività neuronale siano comunque assimilabili ad essa.
Il nostro cervello non procede mai per certezze assolute, anzi. Nelle scelte fondamentali una serie di circuiti ridondanti vagliano le diverse opzioni ma – alla fine – la decisione è basata anche su variabili influenzate dai ricordi precedenti, condizioni cognitive, interferenze emotive e persino motorie. Uno dei motivi per cui il cervello umano potrebbe consentire differenti tolleranze nella valutazione degli errori che compie, tanto da evolvere dei circuiti dedicati, deriva probabilmente dal fatto che mentre alcuni errori sono potenzialmente letali, altri sono utili a imparare nuove strategie. In effetti, un qualunque programma che ripete all’infinito lo stesso procedimento ha una sola modalità per migliorarsi che è quella di diventare più veloce e più efficiente (ovvero meno costoso in termini energetico-economici), ma non inventerà mai niente di nuovo. In mancanza di errori la struttura non potrà evolvere. A ben guardare il materiale biologico che più di ogni altro ha applicato il principio dell’errore è proprio il codice della vita, lo stesso DNA.
La caratteristica più affascinante del DNA è quella di commettere errori e di ricordarli. Se così non fosse, saremo ancora batteri e non ci sarebbe la musica. La maggior parte del nostro DNA è piena zeppa di errori, eppure porta le informazioni più preziose che siano mai state trasmesse, contiene le istruzioni su come costruire un essere umano, il risultato più importante nell’evoluzione dei viventi.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Notte prima degli esami oggi (2007) diretto da Fausto Brizzi. Con Giorgio Panariello

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA