EMPATIA


Editoriale del 13 luglio 2016

cane

Nel depositare Memorie e Donazioni in Archivio, gli Accademici Perduti sono sempre stati guidati dalle loro personalissime passioni. Mi capita spesso di riportare in vita, dopo secoli di occultamento, dei reperti apparentemente senza senso. Tra i più incomprensibili, la Donazione di Lucia Mastino, un’Accademica vissuta tra l’Ottocento e il Novecento, di cui non sapevo nulla; tra l’altro non aveva mai depositato una Memoria e la sua Donazione non aveva una sola parola di accompagnamento. Alla ricerca di notizie ho quindi consultato i diari degli Archivisti del periodo, trovando frammentarie ma utili informazioni sulla vita di Lucia. L’Accademica era una pioniera della Psicologia, disciplina che studiava e applicava con estremo rigore sperimentale: una lunga e profonda analisi del soggetto era seguita da una totale identificazione con lo stesso. Questo procedimento aveva i suoi rischi; Lucia entrava completamente nel personaggio, ne acquisiva il modo di pensare e di agire, ed era sempre difficile liberarsene per riacquistare pienamente la propria personalità. Nel diario dell’Archivista che sigillò la strana Donazione era riportata l’ultima esperienza di Lucia: la piena identificazione psicologica con il suo cane. Questo dava un senso al contenuto della cassa sigillata cento anni fa: un grande osso immerso nella terra.

Carlo M.G.Pettinau
(Archivista dell’Oblio)


Nel diario dell’Archivista che sigillò la strana Donazione era riportata l’ultima esperienza di Lucia: la piena identificazione psicologica con il suo cane.
(da EMPATIA editoriale di Carlo M.G. Pettinau)

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