ESSERE CURCUMA


Editoriale del 12 maggio 2019

La primavera è il capodanno delle intenzioni. Lo scirocco, la luce generosa, le notti terse, di concerto, ammorbidiscono il corpo e affilano la mente. È uno sbocciare di stoffe leggere e propositi e illusioni. Camminare al mare, leggere un libro dimenticato, svegliarsi presto per godere dell’aria fresca un attimo prima che vi si mescolino voci, odori e passi. Per i più compulsivi: andare a correre fino allo sfinimento, comprare un numero di camicie a fiori (si, anche gli uomini) che la metà basta, leggere almeno 12 romanzi nel mese di maggio, 4 saggi, due biografie, perdere dieci chili in tre ore. È un’adolescenza ciclica, un’altalena di slanci e sfide. La prova costume dopo la prova d’esame, la prova del fatto che siamo ancora vivi, un attimo prima di arrenderci e ibernarci per sempre. Proprio questa mattina con una punta di cinismo dell’inverno non ancora del tutto smaltito pensavo sarcastica a questa nuova giostra di marketing e consigli per l’estate. In un soffio saranno servizi al TG: professionisti della notizia a ricordarci di bere tanta acqua, non uscire nelle ore più calde, indossare biancheria di cotone. Ecco il tranello. La primavera ci catapulta nell’estate senza passare per maggio e giugno. Trasforma i sogni in progetti a scadenza. Ci fa dimenticare che è adesso che fiorisce la curcuma. È adesso che bisogna lanciarsi in idee per le quali fino a ieri non c’erano forze. Il mio proposito, serio e irrinunciabile, è diventare curcuma. Il fiore e la spezia insieme. Viola ed elegante ma senza fragilità eccessive, gialla e sfacciata a spolverare di colore e gusto, a lasciare traccia su ogni cosa toccata. Voglio essere curcuma da oggi, controversa e miracolosa, mescolabile e cangiante come un cucchiaino di spezia arrotolata in vortici irregolari di yogurt. Che si strattonino per la giacca gli scienziati per decidere se sono la chiave della salute del corpo o lo zafferano dei poveri buono solo a farci il curry. Io da oggi sono curcuma. E ha senso solo fiorire, solo contaminare e dilagare sciogliendomi in tutto ciò che attraverso. Una curcuma egocentrica e definitiva.
Eva Garau (Precaria di Aristan)

La primavera ci catapulta nell’estate senza passare per maggio e giugno. Trasforma i sogni in progetti a scadenza. Ci fa dimenticare che è adesso che fiorisce la curcuma

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