ESTREMA SINTESI


Editoriale del 8 ottobre 2018

Tic-tac, tic-tac, tic-tac, è una bomba che frinisce la morte o è il tuo cuore o il mio nel vecchio orologio a carica? Tic-tac-tic-tac, a credere solo nei corpi non resta che lo strappo del rimpianto e il ricamo della memoria: insieme nella campagna infinita a fottere arance e correre, o erano settembre e una spiaggia, e l’arancia un tramonto e il fiato un temporale? Tic-tac, in alto lo sguardo dal grano falciato per divenire una cosa sola con le nuvole, tutto l’oro e l’azzurro intorno, dentro le braccia erano forti e forti la fame e l’orgoglio. Eccolo il paradiso nonno, l’essere un volitivo filamento della natura. Tic-tac-tic-tac, è la storia dei padroni della storia, il vento nei campi le catene e il fuoco nelle officine, raccontare senza speranza la bellezza degli ultimi non è un destino ma un solitario matrimonio con le generazioni: a volte loro sono in me, come un tramonto o un temporale, tu in loro e io in loro e tu in me, tic-tac tic-tac tic tac, come un’arancia o il mare e per sempre il tuo volto fiero di bandito.

 

Luca Foschi

(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

 

Il nonno di Amarcord

 

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