EURAFRICA


Editoriale del 6 settembre 2017

Eurafrica. Ti hanno attirato con l’illusione del benessere facile, delle donne disponibili, te le hanno mostrate su Facebook. Poi ti hanno caricato su barconi indegni senza nemmeno benzina, sapendo già che a valle di tutto vi sarebbe stato il business della bontà. Alcuni ti odiano, altri ti chiedono – i peggiori di tutti- di integrarti. Sì, integrarti: cioè vogliono che anche tu diventi come loro, discotecaro senza identità, senza fede, senza famiglia e senza patria, numero intercambiabile, consumatore puro. Vogliono che anche tu finisca per essere un senzapalle che reagisce agli attentati postando foto di gattini. Tu, giustamente, avendo ricevuto dai tuoi avi il dono qui perduto del buonsenso, rifiuti questa integrazione, che è in realtà disintegrazione.
Eurafrica. L’unica fratellanza possibile tra popoli diversi c’è già da millenni, ed è nel destino. E’ il rapporto franco e virile sempre esistito tra cristiani e saraceni, tra romani e cartaginesi, rispetto reciproco e ammirazione che resiste anche all’odio. Nessun razzismo, nessun vittimismo. L’unica fratellanza possibile è quella che tratta te, e me, non da vittima predestinata, da fantasma della propria coscienza, ma da uomo.

Gianluigi Sassu
(Asiatista di Aristan)

L’unica fratellanza possibile è quella che tratta te, e me, non da vittima predestinata, da fantasma della propria coscienza, ma da uomo (da EURAFRICA, editoriale di Gianluigi Sassu)

Renato Zero canta Da uomo e uomo

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