EVITA OLTRE LA MORTE


Editoriale del 9 maggio 2019

Imbalsamato con la formaldeide e riempito di segatura, il corpo di Evita Perón -nata 100 anni fa- era pronto per essere esposto alla pubblica devozione in un funerale che sarebbe durato 16 giorni. Era il 26 luglio del 1952, Evita era morta a soli 33 anni, dopo aver cambiato con il suo consorte Juan Perón la storia dell’Argentina. In realtà quel cadavere era stato preparato, inconsapevolmente, per compiere un lunghissimo viaggio, in cui si pretendeva che Evita non fosse mai morta. Ancora prima di essere sepolta, la salma fu fatta rapire dai militari che nel frattempo avevano destituito Perón e che si domandarono immediatamente come si potesse far sparire quel corpo tanto fragile quanto ingombrante, non volendo dargli una regolare cristiana sepoltura per non creare un luogo di pellegrinaggio peronista. Vennero esclusi sia il ritorno -peraltro impossibile- a una condizione “naturale” che ne avrebbe permesso la decomposizione, sia la cremazione. La salma iniziò dunque un pellegrinaggio senza meta durato quasi vent’anni, un periodo in cui il luogo in cui si trovava rimase un mistero per tutti. Nascosta e sorvegliata a vista, Evita si spostò in una dozzina di luoghi di Buenos Aires, abitazioni private o scantinati di palazzi del potere, segnalati dalle candele accese di qualche peronista che aveva capito, prima di essere portata a Bruxelles, quindi in Germania, a Roma e infine a Milano. In questa città, nel 1957, fu sepolta sotto l’identità di Maria Maggi de Magistris nel Cimitero Maggiore. Il corpo fu riesumato e riconsegnato ai familiari nel 1971, ma rimpatriato solo dopo la morte di Juan Perón, nel 1974. Trovò sepoltura nel cimitero della Recoleta a Buenos Aires. Un cimitero monumentale dove nelle cappelle le massicce bare di legno, dotate di grandi maniglioni, non sono murate ma poggiate sul pavimento, impilate una sull’altra, come dei pacchi pronti a partire.
Anche la salma di Juan Perón non ha mai avuto pace. La sua tomba fu oggetto di vandalismi, il cadavere fu trafugato e gli vennero amputate le mani con una sega elettrica per chiederne il riscatto. Se un giorno la salma di Evita si sposterà di nuovo, sarà per essere sepolta accanto a quella di Perón. Che quando arriverà quel momento, senza più le mani, non potrà nemmeno salutarla.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Imbalsamato con la formaldeide e riempito di segatura, il corpo di Evita Perón -nata 100 anni fa- era pronto per essere esposto alla pubblica devozione in un funerale che sarebbe durato 16 giorni…”(da EVITA OLTRE LA MORTE – Editoriale di Marco Schintu)

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