EZIO


Editoriale del 18 maggio 2020

 

Negli ultimi due decenni “evento” è stata una delle parole più mortificate dall’abuso. Ormai viene definita “evento” qualsiasi sciocchezza, dalla sagra del topo di naso alla pubblicazione dell’ultimo album di Pupo. Ebbene lo scorso venerdì 15 maggio la televisione italiana, più precisamente la RAI nel Tg1 delle 13:30, forse nel segno di una nuova sensibilità, aprendo con l’annuncio della morte del direttore d’orchestra, compositore e pianista Ezio Bosso, ha creato un vero e proprio evento per la cultura in generale e per la comunicazione in particolare. Credo sia la prima volta che un Tg nazionale cominci con un reportage per la scomparsa di un artista abbastanza celebre (in questo caso grazie alla partecipazione nel 2016 al Festival di Sanremo) ma non celeberrimo. Raramente i Tg aprono col ricordo di un morto e, quando accade, è quasi sempre per celebrare un presentatore, un giornalista televisivo, o comunque una persona che nel tempo ha alimentato gli ascolti, come uno sportivo, per esempio; o un cantante; o un attore; o un opinionista. La televisione italiana è perniciosamente autoreferenziale. Ricordo ancora lo spazio enorme che il Tg2 dedicò alla morte del pur simpatico Aldo Biscardi, inventore de “Il processo del lunedì”; fu il doppio, forse il triplo, del tempo dedicato a Umberto Eco, per decenni autentico faro della cultura italiana e internazionale: dal fumetto alla semiotica, dalla tv all’arte, dal giornalismo alla letteratura. Ebbene questa volta non solo l’apertura è stata per un artista che in tv c’è andato molto poco, ma è stata lunga (2′:02” per il servizio di apertura più 1:43” per un approfondimento nello stesso Tg) e soprattutto, essendo Ezio un musicista, l’ascolto della sua musica non ha avuto alcuna interferenza per ben 1′:05”, un’enormità considerando che alla musica nei Tg si dedicano al massimo 10” sporcati dal commentatore.

Ezio Bosso era un vero artista e un grande uomo. Vi consiglio di guardare, tra i tanti reperibili in rete, il bel filmato di Saverio Tommasi per Fanpage (unico piccolo difetto, la memoria eidetica evocata da Ezio nei sottotitoli è diventata “memoria identica”). Lo trovate qui sotto.

Filippo Martinez (Critico televisivo)

 

Ezio Bosso era un vero artista e un grande uomo. Vi consiglio di guardare, tra i tanti reperibili in rete, il bel filmato di Saverio Tommasi per Fanpage (unico piccolo difetto, la memoria eidetica evocata da Ezio nei sottotitoli è diventata “memoria identica”). Lo trovate qui sotto”. Da EZIO Editoriale di Filippo Martinez (Critico televisivo)

 

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