FACCIA DA GELONE


Editoriale del 25 gennaio 2021

La bellezza, quando c’è, è oggettiva e prescinde da codici e mode. Conosco persone che non rientrano nei canoni estetici convenzionali eppure sono bellissime, la loro bellezza è addirittura più rara e preziosa proprio per il fatto che nasce dalla sorprendente armonizzazione di alcuni elementi fisici normalmente considerati brutti. La differenza tra la bellezza convenzionale e quella particolare è che quest’ultima per poter essere apprezzata da tutti deve essere accompagnata dalla grazia. La grazia serve sempre e comunque, anche nei casi di bruttezza conclamata. Senza grazia anche coloro che hanno tratti regolari possono finire nella irritante categoria delle cosiddette “facce da gelone”. A loro, in qualità di psicoestetista, posso solo consigliare di non comportarsi come una celebre faccia da gelone che ha sempre cercato di sopperire alle sue carenze espressive con esibizionismo e faccine grottesche, talvolta esagerando. Come in questi giorni. Il suo esibizionismo e il suo “faccinismo” sregolati, infatti, sono degenerati in un delirio di protagonismo frenetico ottenendo il solo risultato di suscitare in chiunque dovesse incontrarlo per strada la voglia irresistibile di appappinarlo (da “pappina”, parola onomatopeica che evoca il suono, “pap… pap”, prodotto da una leggera percussione indolore assestata sulla nuca o sulla fronte di terzi con lo scopo di prevenire impulsi più aggressivi).

Filippo Martinez (Psicoestetista)

“A loro, in qualità di psicoestetista, posso solo consigliare di non comportarsi come una celebre faccia da gelone che ha sempre cercato di sopperire alle sue carenze espressive con esibizionismo e faccine grottesche, talvolta esagerando.”
Da FACCIA DA GELONE – Editoriale di Filippo Martinez (Psicoestetista)

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