FASTIDIUM AUSTRALIANO


Editoriale del 12 gennaio 2020

Ognuno di noi ha le sue idiosincrasie. Alcune immotivate e sedimentante da che abbiamo coscienza di sentire, altre estemporanee, forse passeggere, ma non per questo meno problematiche. É imbarazzante autodiagnosticarsi il “fastidium” per qualcuno o qualcosa, doverlo dissimulare in pubblico per non apparire politicamente scorretti. A me purtroppo è venuto il fastidium per l’Australia. Invece di utilizzare le mie risorse intellettive per comprenderne le origini, il mio cervello organizza continue liste mentali di ragioni logiche e sacrosante che lo giustifichino. Così procede la lista, più o meno. Fastidium per gli incendi rinvigoriti dall’impoverimento del suolo dovuto alle scellerate azioni di disboscamento; fastidium per i ragni e i serpenti e gli squali e gli alligatori; per la pesca oltre il limiti consentiti, che ha messo a rischio negli ultimi anni 12 specie marine; fastidium per i diecimila cammelli assettati che il governo vuole abbattere con la scusa che contribuiscono alle emissioni; fastidio per lo stesso governo conservatore (rieletto) che abbandona il tavolo di Parigi e definisce una stronzata il cambiamento climatico; fastidio per chi continua a ripetere che comunque i cammelli non sono animali autoctoni ma frutto della colonizzazione; fastidio perché per le leggi australiane sull’immigrazione funziona come per i cammelli, e sono il mito di Salvini; fastidio per le norme del 1946 ancora in vigore come quella sulle patate (vietato comprarne o venderne o possederne più di 50 chili); fastidio per l’ipocrisia, con agenzie apposite che propongono uno scambio pseudoambientalista: lo scalpo di un dromedario per crediti carbone per le aziende (uccidi un animale e puoi produrre le stesse emissioni oltre il limite consentito). Fastidio per le battaglie in favore delle miniere di carbone e contro le rinnovabili. Fastidium persino per la lirica con la Carmen di Bizet levata dal cartellone della West Australia Opera nel 2015 per non offendere gli sponsor salutisti (una tabaccaia e molte sigarette di troppo in scena). Fastidium per i poveri canguri, che pure loro sono troppi e saltano troppo in alto e quindi si possono abbattere, in un numero stabilito dalla legge. L’unico paese al mondo che mette il simbolo nazionale nello stemma ufficiale e nel piatto. Roba da non fidarsi proprio, anche se i koala, mischini, sembrano sinceri.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

 

i koala, mischini, sembrano sinceri (da FASTIDIUM AUSTRALIANO – Editoriale di Eva Garau)

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