I FILOSOFI SBAGLIANO, TRANQUILLI, NON LO DICO IO


Editoriale del 27 agosto 2021

Chissà perché i filosofi non hanno mai affrontato, alla maniera loro ovviamente, non come facciamo noi al bar, o in normale outing con gli amici, l’argomento vitale non solo dei rapporti, ma degli approcci uomo donna. Anzi, perché non l’hanno mai affrontato alla maniera non loro, il che sarebbe interessante. Si sono interessati sino allo sfinimento all’io, alla cosa in sé, al trascendente e forse hanno fatto bene, se si vuol dare ragione a Wittghenstein “Se di una cosa non sai meglio non parlarne”.
Kant sicuramente era uno che non ha mai tentato un approccio per strada, neanche da ragazzo, Hume non andava mai a ballare, forse allora non si usava, Leopardi che filosofo era, almeno le descriveva che givan danzando in sul calar del sole, ma le osservava da dietro una finestra, Socrate aveva avuto brutte esperienze col genere femminile, almeno così si è lasciato credere,
Hegel era troppo preso dalle sue beghe con Fichte e Shelling, per trovare sfogo nelle distrazioni.
Shopenauer se pensava a un velo da scoprire era quello di Maya. Bacone parlava di idola, ma ha trascurato proprio quelli determinanti, perché non voleva mettersi in gioco.
Kiekegaard parlò del seduttore, che fu già una grande svolta, ma niente confessò delle sue predilezioni, e divise gli uomini in centripeti o centrifughi. Si esprime lui in questo modo, io riporto, come dice il cane che non capisce perché il padrone si ostini a rilanciargli un bastone.
In effetti si aveva molta ritrosia ad ammettere pulsioni carnali, oggi la chiamiamo privacy. Freud ha normalizzato il nostro senso di colpa con la scoperta dell’inconscio e della sublimazione, ma risultava sempre difficile esporsi, a parte i casi come Nietzsche, che arrivò a baciare un cavallo, neanche purosangue nella pubblica piazza.
Si sarebbero conservati così riservati nel nostro tempo? Famosi come lo si diventa adesso, grazie a comparsate televisive o una semplice apparizione dalla D’Urso. Qualche ragazzina abbagliata dalla loro fama o qualche milf, che al tempo non c’erano, l’avrebbero avuta anche loro, sarebbero diventati frequentatori dei social, per motivi euristici, come dicono loro. Mi immagino l’approccio: “Sono Heidegger, discreta presenza, eloquio niente male, interessi ampi, allegasi foto dei mei libri”.
Non si può dar torto a Nietzsche e alla sua (famosa) affermazione: “i filosofi sbagliano perché non conoscono le donne”. Non significa però che se conosciamo, anche biblicamente le donne, possiamo pretendere di produrre qualcosa di filosofico.

Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

“Non si può dar torto a Nietzsche e alla sua (famosa) affermazione: “i filosofi sbagliano perché non conoscono le donne.”
Da I FILOSOFI SBAGLIANO, TRANQUILLI, NON LO DICO IO – Editoriale di Nino Nonnis (Sa Cavana [la roncola] di Aristan)

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