FINO A QUANDO


Editoriale del 24 febbraio 2019

Qualche giorno fa Frosinone si è svegliata tappezzata di manifesti di Forza Nuova. L’Italia ha bisogno di figli e non unioni gay e immigrati, dice il poster. Grafica che ricalca la propaganda fascista, una donna allatta al seno un futuro uomo nuovo. Invoca il reddito alle madri, l’hashtag sul fondo. Come i contributi per le bestie dalle quali si tira il latte. La settimana scorsa una cantante di successo, Emma Marrone, finisce il concerto con una frase: “aprite i porti”. Massimiliano Galli, consigliere leghista di Amelia (Umbria) le consiglia di aprire le gambe e farsi pagare. Un suo collega che lo precede di poco invitando un amico a raggiungerlo in un locale. C’è una dj figa da violentare. Un mese fa in Spagna la squadra maschile del Terrassa gioca un’amichevole con la divisione femminile del club. Durante il riscaldamento, i ragazzi invitano le compagne a lasciar perdere, andassero a cucinare o a pulire la casa anziché giocare a calcio. Un anno fa, su un volo diretto a Bari, la presenza di un pilota donna scatena l’ilarità dei passeggeri. I giornali che riportano la notizia sottolineano che il volo è arrivato in orario e senza intoppi. Beffa nella beffa. Per ogni uomo che pensa che una pacca sul culo sia un segno di amicizia, per ogni sconosciuto che scrive una porcata su Messenger e la traveste da galanteria, per ogni volta che a un no segue una sequela di insulti, per ogni volta che un perditempo minaccia sottilmente di poterti trovare comunque perché sa dove lavori. Per spiegare l’imbarbarimento di un Paese truccato da grande potenza che nasconde tra le pieghe i vili, i passivo-aggressivi e gli sfortunati che cercano di prendere con forza ciò che il corpo o il cervello non possono guadagnarsi, non serve ripercorrere gli anni del fascismo, non serve tirare in ballo Berlusconi, non serve accanirsi su una legislazione che ancora non concede la rilevanza dovuta alle violenze di genere. Non serve cercare colpevoli nella storia, nelle ideologie, nelle congiunture politiche, che pure il loro contributo hanno dato. Non serve esternalizzare l’origine della violenza e piazzarla fuori da noi. Se qualcuno siede nella penombra della propria pochezza travasando frustrazione e incertezza attraverso uno schermo, non cerchiamo risposte nella cultura, nella tradizione, nel patriarcato. A ciascuno stalker, violento, macho, vada il peso della propria colpa, circoscritta e ineludibile. Un peso individuale che lo inchiodi alla propria impotenza. Noi donne per ora siamo così sprovviste di strumenti per dire basta con forza, che finiamo per replicare la semantica profonda della disparità. Hai rotto i coglioni, ho scritto cinque minuti fa a uno che mi ha scritto che devo farmi una risata e scopare di più. Che ci pensa lui. Abbiamo tanto da fare, donne e uomini.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

 

Noi donne per ora siamo così sprovviste di strumenti per dire basta con forza, che finiamo per replicare la semantica profonda della disparità. Hai rotto i coglioni, ho scritto cinque minuti fa a uno che mi ha scritto che devo farmi una risata e scopare di più. Che ci pensa lui. (da FINO A QUANDO – Editoriale di Eva Garau)

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