FRASI PROIBITE


Editoriale del ottobre 2015

Ho tanti sensi di colpa verso mio figlio… Comportati bene, che ti passano.
Questa casa non è un albergo! E allora che è, una galera? Non c’è via di mezzo. O asilo, o trappola. Non c’è focolare dove non c’è libertà.
Mentre stai uscendo, lui o lei ti blocca: Dove vai? Non la frase in sé è proibita, ma quel certo tono, dietro il quale si sente scattare un clack di manette.
Fare di tutto un caso (come gli psicologi in tv). Esempio: il bambino ha tirato la coda al gatto. Che non sia processato per sevizie, o mandato dallo psicanalista come sospetto sadico. Lo è sicuramente, lo è l’infanzia. Si sorveglia che non succeda, magari due sberle.
A MENO CHE NON SI TRATTI DEL GATTO DEL NONNO. Allora sì che è un caso. Il gatto del nonno è il nonno stesso. È come tirare la coda al nonno. Il gatto è la sua sola possibilità amorosa e amicale. I coetanei muoiono, solo i gatti sono eterni.

Barbara Alberti
(Strega di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il secondo tragico Fantozzi (1976) diretto da Luciano Salce. Con Paolo Villaggio

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