FUORI CONCORSO


Editoriale del 3 settembre 2013

Mai giudicare un film prima di averlo visto. Figuriamoci giudicare una Mostra del Cinema come quella di Venezia prima ancora dell’inaugurazione. Eppure lascia, a dir poco, perplessi la selezione dei film italiani in concorso da parte del direttore Alberto Barbera. Dei tre film scelti uno non si discute: la nuova opera di Gianni Amelio, uno dei nostri registi migliori, andava presa a scatola chiusa. Ma le altre due risultano, almeno sulla carta, sconcertanti: la seconda è il film d’esordio della regista e attrice teatrale Emma Dante, tutto ambientato in due auto, guidate da due donne, che litigano per la precedenza. La stessa autrice lo definisce quasi un documentario. Mah! Invece il terzo è un documentario vero e proprio: già il titolo, “Gra”, fa schifo, il regista è anch’egli un esordiente e il tema del docufilm è il Grande Raccordo Anulare di Roma. C’è qualcuno di voi che non vede l’ora di pagare il biglietto del cinema per andare a vedere un documentario sul Raccordo Anulare, che già a trovarcisi, spesso imbottigliati, dal vivo costituisce un’esperienza di noia allucinante e infinito squallore? Passi se l’avessero ospitato in una rassegna laterale, ma come potrà reggere il concorso ufficiale per il Leone d’Oro? Siamo prontissimi, anzi ce lo auguriamo, a ricrederci dopo la visione e ad acclamarlo come un capolavoro. Ma è mai possibile, ci chiediamo, che non ci fosse, nel panorama nazionale della prossima stagione, qualcosa di più eccitante da inserire nel nostro concorso cinematografico più prestigioso, di un documentario sul raccordo anulare? In un momento come questo di crisi nera per il cinema italiano, selezionare una roba del genere non significa sferrare un vigoroso colpo di piccone sulle macerie? È il modo migliore per aiutare una cinematografia che sta affogando? Lanciargli un salvagente di cemento, forgiato sul raccordo anulare?

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

Da L’ingorgo ( 1978) diretto da Luigi Comencini. Con Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli.

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