FURBI ET ORBI


Editoriale del 14 dicembre 2018

Assisto sempre più spesso a episodi di pessima educazione stradale. La lamentela è quasi banale, lo è diventata, più che altro è un esercizio di sfogo di nervi fine a se stesso, dal momento che non ho mai visto un vigile mettere una multa o fare un semplice fischio di richiamo, contro uno di questi furboni. Una volta mi è capitato di segnalarlo a un tutore del traffico che casualmente si trovava da quelle parti, forse stava rientrando a casa: “Signor vigile, guardi questo qui”. Mi ha risposto stizzito “Circolare!”. Cosa che stavo già facendo, in modo rispettoso. Tanto che ho il dubbio che il modo di circolare molto pacifico e rispettoso delle regole sia di nocumento al traffico, un intralcio insomma. Da un po’ di tempo infatti ho paura che qualcuno mi gridi a ragione dal finestrino “Muoviti, pensionato!”. E cosa gli rispondi? “Pensionato sarà lei?!”. Il furbo crede di essere togo e gli altri tutti imbranati. In certi casi pensa di essere un benemerito, perché sveltisce il traffico e dà più fluidità ai semafori. Proporrei, perché gli autori di queste manovre spensierate capissero sulla propria pelle, unico organo in loro capace di intelligere, la giornata nazionale del furbo. Circolazione concessa solo a quelli che cercano di fregare gli altri, tutti contro tutti, come all’autoscontro, in una gara all’eccesso normalizzato. Consentita qualche parola di commento ogni tanto, o qualche parola forte che implichi i parenti. Vorrei un monitor per godermi la scena. Una lunga fila nervosa davanti a un semaforo diventerebbe una gara a fregarsi, con macchine che si superano nello stretto, vengono superate, o più educatamente si interpongono, si incuneano, magari mettendo viscidamente la freccia. Non c’è manco tempo per prendersela l’uno contro l’altro. Vedrei i furbi fregare i furbi, questa volta con indice di difficoltà alto, sbraitare, maledire, mandarsi a quel paese a turno, democraticamente. Se la cosa avrà il successo e gli esiti sperati, organizzeremmo anche la giornata del violento, così si sfogano tra di loro.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

 

Vorrei un monitor per godermi la scena. Una lunga fila nervosa davanti a un semaforo diventerebbe una gara a fregarsi, con macchine che si superano nello stretto, vengono superate, o più educatamente si interpongono, si incuneano, magari mettendo viscidamente la freccia. Non c’è manco tempo per prendersela l’uno contro l’altro. (da FURBI ET ORBI – Editoriale di Nino Nonnis)

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