FURTI E MALESSERE


Editoriale del 22 febbraio 2019

La forbice tra i ricchi e i poveri si allarga sempre di più. Nuovi paesi vogliono entrare nella classifica dei paesi più ricchi. Noi italiani per fortuna abbiamo ancora margini di peggioramento. Riusciremo a vivere col 50% di disoccupati? Aumenterà la delinquenza? Sicuramente. Spero solo che si specializzi e abbia come deontologia professionale quella che aveva Robin Hood. Anche se adesso ci sono difficoltà ben maggiori con maggiori rischi. A quei tempi si appostavano nella foresta di Sherwood e una carrozza nobiliare con poca scorta passava sempre. In Italia aumentano le pene, ma il deterrente non basta, anche perché i minimi, quelli  che vengono applicati non vengono mai modificati.

La delinquenza moderna, e in questo è sempre stata uguale a se stessa, se la prende sempre con chi non è ricco. È più comodo assaltare un distributore di benzina, che entrare in una gioielleria. In questa ci sono sofisticati sistemi di sicurezza, che squillano in questura, e si trovano sempre in zone molto frequentate. Per un grande colpo è meglio fare un buco in una parete. In qualche caso davanti a una gioielleria importante staziona uno in divisa armato di pistola, e come deterrente funzione. Anche qui i ladri scelgono le gioiellerie più povere. Non sanno che spesso la commessa guadagna più del  proprietario.

Gli scippi. Qui basta l’elenco delle vittime: anziane, vecchie, signore. Mai uomini d’affari, o industriali. Loro si infilano subito in una macchina e dicono all’autista: “metti in moto”.

Furti nelle case. Sono rari nelle case dei molto ricchi, che sono fortificate, hanno cani super addestrati, sistemi d’allarme sofisticati, telecamere, casseforti a prova di scasso. Per cui i malandrini si rivolgono a una clientela non ricca, molto spesso due anziani coniugi indifesi, che vengono picchiati, anche se collaborano, per far capire che non devono far perdere tempo.

Quindi la delinquenza moderna, invece di avere una funzione redistributiva della ricchezza, la lascia intatta in mano di chi ce l’ha. Anche i sequestri di persona, che miravano ai miliardari, non intaccavano troppo il capitale della vittima e ridistribuivano agli avvocati, già ricchi di loro.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)          

Gli scippi. Qui basta l’elenco delle vittime: anziane, vecchie, signore. Mai uomini d’affari, o industriali. Loro si infilano subito in una macchina e dicono all’autista: “metti in moto”. – (da FURTI E MALESSERE, editoriale di Nino Nonnis

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