GAVETTA: BELLA A RITROSO


Editoriale del 21 giugno 2019

Un tempo di neanche molto tempo fa, per diventare qualcuno ci voleva una lunga gavetta. Oggi tutto si è accorciato, basta un passaggio televisivo, una pubblicità, un motivetto estivo.
In molti casi ci si impadronisce del titolo senza averne il diritto, come quella che aveva il figlio iscritto al primo anno di Medicina e quando telefonava qualcuno, rispondeva “Il dottore non c’è”. In fondo perché aspettare a godersi l’orgoglio per un titolo che potrebbe anche non venire mai?
Per diventare registi basta una mezza regia su un testo letto al leggìo, per essere attori basta avere frequentato un laboratorio di tre giorni, al quale tutti possono iscriversi. Per dirsi scrittori basta auto-pubblicarsi un libro, per illudersi poeta basta la partecipazione ai premi di poesia, senza vincerne uno.
In questo FB ha dato una grossa mano e una brusca accelerata. Vale la sola comparsa, per la quale basta postarsi, gli amici non faranno mancare i “mi piace”.
Prima un comico ci metteva anni per vedere riconosciuta la propria bravura. Adesso basta un ritaglio di successo, col respiro corto di una formula di successo. Ci sono molte più possibilità di visibilità, uguali alla possibilità di scomparsa. Per converso c’è anche chi viene riconosciuto pienamente solo da morto.
Il postino di Sinnai, paese dove abitavo, per svariati anni tirava dritto e rispondeva per dovere ai miei saluti. Pensava anzi che io fossi il signor Calvisi, che è il nome della mia moglie del tempo, come recitava la targhetta. Non l’avevo mai corretto.
Un giorno, suonò il campanello, mi consegnò del materiale pubblicitario e mi disse col sorriso, che mi aveva visto in una trasmissione da Massimiliano Medda, dove lui aveva appreso che mi chiamavo Nonnis.
Per un mese un sacco di gente tenne a dirmi di avermi visto in quella trasmissione televisiva.
E dire che non avevo detto quasi niente, o forse proprio per quello mi avevano apprezzato.
Meglio non investigare.

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

“Il postino di Sinnai, paese dove abitavo, per svariati anni tirava dritto e rispondeva per dovere ai miei saluti.” Da GAVETTA: BELLA A RITROSO – Editoriale di Nino Nonnis

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