GLI ANZIANI E IL ROBOT


Editoriale del 18 febbraio 2021

Alla notizia che valenti ricercatori (matematici, informatici) dell’Università di Cagliari hanno ottenuto fondi europei per sviluppare un robot che aiuti le persone anziane nel loro esercizio fisico, altrettanto valenti ricercatori dello stesso ateneo (pedagogisti, educatori) hanno obiettato che nessun robot potrà mai, in quel campo, possedere la competenza e l’empatia di figure professionali adeguate e che più in generale è disdicevole promuovere la de-umanizzazione degli umani. Non ho niente contro i robot, ormai ci hanno circondato e invaso noi e il nostro futuro (me ne servirebbe uno che porti in giro il cane all’alba, con annessi e connessi). Non credo però che sarebbero stati in grado di sostituire degnamente nessuno nel tourbillon di badanti, infermiere e fisioterapisti che hanno contrastato il disfacimento fisico e mentale dei miei genitori, con annessi e connessi. Mi chiedo come avrebbe potuto un robot interagire con una mia zia quasi centenaria ma lucidissima (si fa per dire), convinta che nessuno dei suoi genitori, fratelli, nonni e bisnonni, tutti evidentemente coetanei, fosse morto. Pretendeva ogni giorno che venisse dato da mangiare (bene mi raccomando!) a un esercito di fantasmi, voleva sapere cosa stessero facendo, se erano rientrati a casa, se dormivano. A Natale era uno spasso. I robot possiedono anche doti da sceneggiatore?

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)


 
“Non ho niente contro i robot, ormai ci hanno circondato e invaso noi e il nostro futuro (me ne servirebbe uno che porti in giro il cane all’alba, con annessi e connessi) …”
Da GLI ANZIANI E IL ROBOT – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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