GLI OCCHI DI PLASTICA DI SANTA LUCIA


Editoriale del 29 giugno 2017

La ricerca degli occhi di Santa Lucia rappresenta una delle principali ragioni di vita della popolazione adulta che d’estate passa le giornate al mare con i piedi a bagno nell’acqua. Gente capace di scrutare la sabbia per ore nella speranza di trovare, spacciate per rari e preziosi gioielli, le secrezioni solide di un mollusco che di occhi, per quanto strappati a una santa durante il martirio, non hanno né la forma né il colore. Chissà quanti si accorgono della presenza nella sabbia di minuscole perline di plastica (“pellets”), trasparenti o colorate. Inquinano le spiagge di tutto il mondo. Trasportate dai venti e dalle correnti, hanno a lungo viaggiato e sofferto: sono l’aborto di un lavamano, di uno scopino del cesso, di uno scolapasta, di un secchiello, di un cucchiaio. Invece che occhi di Santa Lucia, cercate perline di plastica. Gli uccelli, i pesci, le tartarughe, i gamberetti e Santa Lucia, sempre che possa vedervi, ve ne saranno grati.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

La ricerca degli occhi di Santa Lucia rappresenta una delle principali ragioni di vita della popolazione adulta che d’estate passa le giornate al mare con i piedi a bagno nell’acqua… (da GLI OCCHI DI PLASTICA DI SANTA LUCIA, editoriale di Marco Schintu)

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