GLI SPIETATI


Editoriale del 6 aprile 2105

Osservate la pietà di Michelangelo rivoltata come un calzino. L’intimità e la forza del dolore più innaturale contenuti nella perfezione della forma, nel segmento che origina ogni esistenza. Madre e figlio. E la curva, l’individuo fagocitato dalla pappa della moltitudine, lo scudo di membra pullulanti e vigliacche, tutto ciò che esula dall’individuo e dalla responsabilità. L’assembramento della teppaglia all’origine di ogni fascismo. “Che cosa triste, lucri sul funerale con libri e interviste”. Questo il messaggio dei tifosi romanisti per la madre di Ciro Esposito, ferito a morte il 3 maggio scorso nel prepartita di Fiorentina-Napoli, finale di Coppa Italia giocata nella capitale. A ucciderlo con una pistolettata l’ultrà romanista Daniele De Santis. Uno striscione vergato con le lettere squadrate che rievocano le rune e la mandibola mascolina del Duce. Antonella Leardi, madre di Ciro, ha recentemente pubblicato un libro, “Ciro Vive”, dove condanna la violenza negli stadi e racconta il vuoto incolmabile di quando muore la propria carne, nella speranza che l’involontario sacrificio possa rappresentare un momento di svolta per la gestione dei selvaggi alveari del calcio italico. Il calendario e l’idiozia di qualche testa rasata hanno voluto collocare partita e striscione nel sabato che precede la Pasqua, dentro un moderno Colosseo. Le cronache rovisteranno i fatti e apriranno percorsi che non condurranno a nulla, se non all’ennesima rappresentazione del nostro Stato di pavida incertezza. Una politica decente sbarrerebbe le arene e spedirebbe tutti a guardare le partite dei pulcini. Invece no. Perché le curve devono essere piene, e le immagini in TV trasudanti adrenalina e festa, innalzare ventidue maschi in mutande al rango di eroi trascinatori di masse e culture e marketing, mentre pochi incravattati dietro le scene contabilizzano i colpi di tacco. In fondo è notizia confortante per chi soffre la complessa oscurità della storia: in duemilaquindici anni abbiamo sostituito i sacerdoti del tempio con qualche opulento pappone del petrolio.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

Ultrà – Claudio Amendola – scena scontri allo stadio

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