GLI UPUPA VANNO A CUBA


Editoriale del 16 agosto 2014

L’anno scorso un arrapato, sfigatissimo maschio di upupa si era appostato sotto la mia finestra per lanciare il suo ossessivo richiamo d’amore durante tutta la giornata. Snervato chiesi su questo sito l’aiuto e la cortesia di chi, in possesso di una femmina di tale specie, fosse disposto a fornire una compagna.
Una signora dall’apparenza gentile colse l’occasione e, spacciandolo per femmina, mi appioppò un altro maschio. Con i due maschi in competizione canora sotto la finestra mi vidi costretto, usufruendo ancora dell’ospitalità del sito, a mettere in vendita la mia magione con gli upupa in omaggio.
Nessuno si fece avanti così, la scorsa primavera, vissi con notevole apprensione l’arrivo della stagione degli amori upupeschi.
Nulla, silenzio.
Sorpreso, dopo aver accostato l’orecchio alla finestra, avendo percepito un leggero chiacchiericcio sbirciai di nascosto.
I due upupa erano là, stravaccati su un ramo con le zampette accavallate, il sorriso di chi rivive piacevoli ricordi e lo sguardo annoiato del vecchio playboy che troppe ne ha visto. Raccontavano le loro avventure usandosi la reciproca cortesia di credulità e disquisendo sulle caratteristiche estetiche ed amatorie delle femmine upupa di tutte le nazionalità.
Dai depliant in loro possesso ho capito che stanno organizzando un viaggetto a Cuba dove si possono trovare gustose bevande a base di rum, musica salsa, allegria e meravigliose upupa caraibiche molto emancipate.
Li lascio rimanere: non danno alcun fastidio, tra un po’ di tempo se ne vanno a Cuba e sono pure molto simpatici.
Forse mi portano con loro.

Ing. Carlo Todde
Divulgatore Scientifico presso l’Università di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

Chan Chan cantata da Compay Segundo nel concerto all’Olympia di Parigi (1999).

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