GRAZIE A VOI


Editoriale del 24 giugno 2018

Si chiama The Shukran il nuovo social network pensato dalle seconde generazioni europee, che ha il cuore nel Mediterraneo e iscritti in Egitto, Yemen, Tunisia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Belgio, Francia. Nato in Italia nel 2015, si propone di creare una rete di contatti, condivisioni e informazioni multilingue e multiculturali, in un periodo in cui, a voler usare un eufemismo, poco spazio è concesso al dialogo e tanto ai toni aggressivi che i social tradizionali amplificano e fagocitano. Lo spirito lo indica il nome stesso: grazie (shukran in arabo) e l’idea di fondo di un socializzare «non incentrato sul pettegolezzo, sulla volgarizzazione, sull’esibizionismo e sul litigio», come spiega Miriam Amrane del Team theShukran. Niente like e niente richieste d’amicizia ad alimentare il narcisismo ed esasperare lo scontro ma una galleria di foto e di esperienze per le quali essere grati, e dimostrarlo cliccando sul simbolo della mano di Fatima. Niente di più lontano da una “versione religiosa dei social”, ma un contenitore nel quale l’interazione sia davvero plurale con contributi e condivisioni provenienti da tutto il mondo. Che si tratti dell’immagine di un tramonto o dei graffiti su un muro di periferia, le regole della partecipazione sono benevolenza e gratitudine. In un Paese nel quale ancora i media fanno tanta confusione sugli stranieri e sull’alterità, sulle seconde generazioni, e sull’Islam,  theShukran è uno stimolo a trovare punti di incontro, esperienze comuni, motivi di meraviglia e gratitudine nella quotidianità. In tempi duri per la gentilezza e il sorriso, il fatto stesso che il like venga sostituito da un grazie al post di un utente rappresenta una rivoluzione sommessa e quotidiana che ci restituisce speranza. Andate a vedere il sito, il social e il blog. Ci troverete una galleria di belle facce e di gente piena di energia, che a questo progetto lavora con convinzione, nel tentativo di aprire finestre su vite, paesaggi, incontri, dialoghi e identità.  Il mio shukran, per oggi, è per theShukran.

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

In un Paese nel quale ancora i media fanno tanta confusione sugli stranieri e sull’alterità, sulle seconde generazioni, e sull’Islam,  theShukran è uno stimolo a trovare punti di incontro, esperienze comuni, motivi di meraviglia e gratitudine nella quotidianità. (da GRAZIE A VOI, editoriale di Eva Garau)

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