HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO


Editoriale del 3 marzo 2015

“Tutti gli dei furono immortali”, dice un fulminante aforisma dello scrittore polacco Stanislaw Lec. Oggi la malinconica e laicissima affermazione vale anche per i supereroi. Questa settimana ne sono morti due: Wolverine e il dottor Spock. Nella nostra società liquida, poco importa che nel primo caso la scomparsa riguardi il personaggio e nel secondo l’attore che lo interpretava da mezzo secolo. Difficile stabilire quale delle due dipartite sia più dolorosa per i fan della Marvel e di Star Trek, che spesso coincidono. Razionalmente, dovremmo dispiacerci di più per la morte di Leonard Nimoy, che dal 1966, con quelle orecchie a punta da effetto speciale vintage casereccio, ci ha accompagnato dall’infanzia nelle avventure televisive e cinematografiche all’interno dell’astronave Enterprise. Lui è morto nella realtà, come moriremo noi: l’idea che non sia più in vita provoca un rammarico umanissimo. Eppure forse, alla lunga, sarà più complicato elaborare il lutto per Wolverine. Perché, in quel caso, è morto davvero il supereroe, non Hugh Jackman (al quale auguriamo lunga vita e prosperità, come diceva l’altro defunto). Infatti la Marvel l’ha ucciso nel suo ultimo album a fumetti, pare per ragioni di bieco marketing. Ne è la riprova che le vendite del giornalino in cui il supereroe tira le cuoia, senza passare a miglior vita (non ci sono al mondo credenti di nessuna religione che sperano nell’immortalità dell’anima di un personaggio immaginario) sono salite alle stelle (oltre 300 mila solo negli Stati Uniti). Per di più pare lo sostituiranno con Fantomelle: già il nome è balordo e il fatto che si tratti di una mutante francese musulmana richiama il politically correct più vieto, quello che dalla sbornia di “Je suis Charlie Hebdo” rischia di scivolare nella “Sottomissione” di Houellebecq. Dovrebbero proibire per legge non il negazionismo, ma l’uccisione degli eroi del fumetto. Un errore di cui si resero conto Collodi e Conan Doyle, che fecero morire Pinocchio e Sherlock Holmes per poi resuscitarli tempestivamente. Abbiamo già tutti i viventi (umani e animali) da compiangere, vi sembra il caso di sobbarcarci anche il lutto dei personaggi di fantasia? Potremmo mai accettare la morte di Topolino, Paperino, Tex o dei Puffi, fosse pure quella di Gargamella? A loro andrebbe garantito uno status speciale, altrimenti sono esageratamente penalizzati: oltre a non essere mai nati e a non essere mai stati vivi, devono pure morire.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

il pensiero del signor Spock sulle emozioni degli umani

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