HASHISHIM. ASSASSINI. HASCISC


Editoriale del 13 dicembre 2017

Un gruppo di idealisti e puri ha dato il nome a due orrori. La crudele, bigotta e corrotta dittatura degli Abbasidi, eredi del Profeta Muhammad ma in realtà suoi affossatori, governava sulle terre contese dai Crociati. Governava con la legge eterna di tutti i tiranni, la legge della lettera, della norma senza cuore. La via del Profeta interpretata alla lettera e ridotta a precetto punitivo e sadico, come fa oggi qualche petrol-tiranno. La setta degli Hashishim, sciita, non la pensava così. La parola del Profeta, dicevano gli Assassini, ha un significato superficiale, buono per moralisti e farisei, e un significato nascosto, riservato ai cuori eletti.
Indulsero a droghe, al coltello degli Abbasidi opposero il coltello. Per questo oggi si parla di hascisc e di assassini, per questo i più accorti studenti del liceo sono tenuti a parlarne male.
Erano invece idealisti e puri. Uno dei loro fondatori era amico del poeta Omar Khayyam: “Presto, Amata, godiamo del nostro tempo / prima che con le mie e con le tue ossa impasti vasi il Vasaio”.

Gianluigi Sassu (Asiatista di Aristan)

Per questo oggi si parla di hascisc e di assassini (da HASHISHIM. ASSASSINI. HASCISC, editoriale di Gianluigi Sassu)

da un monologo di Eddie Izzard

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