NON HO NIENTE CONTRO L’ESIBIZIONISMO, PURCHE’ SI ABBIA QUALCOSA DA ESIBIRE


Editoriale del 4 luglio 2018

L’esibizionista da cornicione s’apparenta agli angioli, con le sue ali d’impermeabile, l’indice che segna un punto. Cherubini, Serafini o Troni, l’assoluto si addice a chi vola sulla furbesca modestia- e si libra sulle pochezze del mondo ad asta- vela, astro- spiegata. L’esibizionista elementare è punito col ridicolo. Più onorevole il rischio dell’assassinio: meglio uccisi che derisi. Fragile come nessuno, e generoso, l’esibizionista si offre mani e piedi allo spettatore. Vetro di rara fattura, basta uno sguardo a romperlo. Egli disdegna la viltà del mostrarsi in rete, lui ci mette il corpo, all’antica. All’astrattezza del web, alla finta presenza, egli preferisce l’unico modo per farsi prendere sul serio: il cornicione. Mettere paura. La folla a naso in su- si butta, non si butta?- consente di volgere da comico in tragico lo spettacolo dell’ultimo dei mohicani, che volesse davvero inerpicarsi per dieci piani, e di lassù stupire il mondo.

Barbara Alberti
(Strega di Aristan)

 

da Yes Man (2008) diretto da Peyton Reed e interpretato da Jim Carrey

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