HOMO HOMINIS CACCIATORE


Editoriale del 12 ottobre 2018

Si etta su bandu (si getta il bando): “A tutta la selvaggina: statevene in tana, è aperta la caccia”. Ah, se fosse possibile.

La caccia coinvolge un sacco di gente. È sport eroico, perché somiglia molto al triatlon, in quanto implica tre discipline differenti. Una è quella di alzarsi molto presto, cercando di non svegliare tutta la famiglia. L’altra è la guida, su fuoristrada che diventano in poco tempo di seconda mano, per tragitti verso zone che anche i romani evitarono di frequentare. Poi c’è la caccia vera e propria. I cacciatori si riconoscono dal porto d’arma e dal fatto che ingrassano d’estate e dimagriscono d’inverno, come succede anche ai loro cani. Il mio cane è stabile. Quando a Sinnai per le feste religiose sparano, non so perché lo fanno, lui trema, per due spari che non servono a niente. In più bussano a casa per avere un’offerta, immagino per le cartucce.

Un mio zio, a Nuoro, mi ha portato una volta a caccia, alle quattro del mattino, precettato. In seguito, accogliendo le richieste dei suoi amici, mi ha lasciato a casa a dormire, si erano convinti che portavo sfiga e mi mangiavo tutto il formaggio e la salsiccia. Avevano visto giusto.

Era giornata alle pernici. Loro andarono a sentirne il canto, così mi dissero, io rimasi in macchina a ridormire. Non vado a sentire Ramazzotti, figuriamoci due pernici che cantano sempre lo stesso repertorio in orari scomodi. Mi si avvicinò un barbaricino armato, bussando al finestrino “Non potete stare qui, ci siamo prima noi” – “C’è divieto di parcheggio?” – “Non fare lo spiritoso” – “Guardi, per me questa macchina è una camera da letto” – “Il fucile dove ce l’hai?” – “Quello che mi ha portato la Befana?” – “Scusa il disturbo, continua a dormire. Ohi ohi perché non li lasciano a casa i matti”.

I pericoli di questa passione sono tanti, come dimostrano gli articoli dei giornali. Esaminando gli episodi sfortunati la caccia ha un pregio, è democratica: è aperta sempre a tutta la selvaggina umana: ragionieri, geometri e liberi professionisti.

Tutti quelli che hanno una faccia da maiale devono stare attenti camminando tra frasche e cespugli.

 

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

 

I pericoli di questa passione sono tanti, come dimostrano gli articoli dei giornali. Esaminando gli episodi sfortunati la caccia ha un pregio, è democratica: è aperta sempre a tutta la selvaggina umana: ragionieri, geometri e liberi professionisti (da HOMO HOMINIS CACCIATORE – Editoriale di Nino Nonnis)

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