IL BELLO DELLA CROCIERA


Editoriale del 20 febbraio 2020

Le navi da crociera diventano sempre più grandi, le ultime costruite possono accogliere tra equipaggio e passeggeri oltre 9000 persone. Delle vere e proprie città galleggianti, con tutti i rischi che la presenza di così tanta gente stipata in uno spazio relativamente piccolo comporta. Dal 4 febbraio la Diamond Princess è ferma nella baia di Yokohama, in Giappone con 3700 persone a bordo, tenute in quarantena per evitare la diffusione del COVID-19. Una scelta infelice, che non ha fatto che aumentare a dismisura il numero dei malati, ricreando scene che sembravano relegate alle epidemie di peste nel medioevo. Le crociere attirano un numero crescente di persone, anche di giovane età, ma non è chiaro quale sia la percezione dei rischi che esse comportano. Epidemie, attentati terroristici, naufragi: niente di tutto ciò sembra spaventare i passeggeri, sono eventualità remote che aggiungono adrenalina e fascino al viaggio. Non aleggia forse tra chi sale a bordo il romantico ricordo della tragedia del Titanic? Non sono mai stato in crociera, né conto di andarci. Il caso ha voluto però che qualche anno fa mi occupassi del relitto della Costa Concordia; l’ho accompagnato anche nel suo ultimo viaggio, dal luogo del naufragio a Genova. Un funerale, in realtà: il fantasma di una nave da crociera che trasportava, ben nascosto, il cadavere dell’ultimo disperso.

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

Epidemie, attentati terroristici, naufragi: niente di tutto ciò sembra spaventare i passeggeri, sono eventualità remote che aggiungono adrenalina e fascino al viaggio. Non aleggia  forse tra chi sale a bordo il romantico ricordo della tragedia del Titanic? (da L BELLO DELLA CROCIERA – Editoriale di Marco Schintu)

https://youtu.be/KR1Uy47KdF4

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