IL CELACANTO, che sopravvive a se stesso


Editoriale del 10 marzo 2017

Il celacanto si è salvato perché fa schifo. La sua carne, in effetti, è ributtante.
e i pescatori delle isole Comore non lo pescano, chiamandolo “gombema“, più o meno “spazzatura“.
Grazie al suo immondo sapore il celacanto è sopravvissuto a se stesso: nuota indisturbato nelle acque dell’oceano indiano da prima che i dinosauri popolassero la terra, 65 milioni di anni fa.
Dicono gli scienziati che il celacanto non ha famiglia: secondo loro è un ramo morto dell’evoluzione naturale.
Eppure tanto morto non pare. Dura anche 60 anni e cresce sino a due metri utilizzando una pinna sul petto e una sull’ano. Lo mangiai una volta arrostito alla griglia in una spiaggia a Manado Tua, in Indonesia, e non mi parve tanto male. Ne ignoravo la storia. Ancora gli chiedo scusa.

Antonangelo Liori
(Psicozoologo di Aristan)

Eppure tanto morto non pare. Dura anche 60 anni e cresce sino a due metri utilizzando una pinna sul petto e una sull’ano.

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