IL CLIMA STA CAMBIANDO TROPPO IN FRETTA


Editoriale del 27 luglio 2017

Che il clima stia cambiando è sotto gli occhi di (quasi) tutti: grandine sui bagnanti nelle spiagge, fiumi e laghi all’asciutto, incendi devastanti, lo spettro della sete, per limitarci a quanto accade in Italia. Sono le conseguenze del riscaldamento globale. Sembra peraltro, dalle narrazioni, che la catastrofe planetaria abbia avuto una brusca accelerazione. Dai poli si staccano con frequenza inaudita iceberg pesanti miliardi di tonnellate, grandi a volte come la Liguria, altre come il Lazio (per i non residenti a volte come New York, altre come Singapore); brutte notizie per chi avesse deciso di andare in Antartide il mese prossimo, non troverà più niente. I secoli si trasformano in giorni, i millenni in mesi, le distanze si annullano. Quanto manca alla fine del mondo? Pochissimo, meglio correre ai ripari: vengono continuamente scoperti esopianeti extrasolari abitabili (il clima è primaverile, fa un po’ fresco la notte) sui quali eventualmente trasferirsi. Stephen Hawking, un cervello in genere prudente, ha recentemente dichiarato che se si continua di questo passo si arriverà presto (quanto presto?) a un punto di non ritorno, la terra raggiungerà la temperatura di 250 °C e pioverà acido solforico, come su Venere. Sa tanto di castigo divino, ma avrà sicuramente ragione. Del resto, che il pianeta si stia riscaldando si percepisce da piccoli particolari: da un giorno all’altro mio cognato ha smesso di indossare la canottiera.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Quanto manca alla fine del mondo? Pochissimo…(da IL CLIMA STA CAMBIANDO TROPPO IN FRETTA, edtoriale di Marco Schintu)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA