IL CONTROPIEDE D'ORO


Editoriale del 22 agosto 2015

Alì Gassama arriva da Gao, cuore d’Africa, regno dell’oro. A salvarlo, nella notte del deserto, fu il contropiede. Più rapido di quelli provati mille volte coi compagni di basket del Mali. Cominciò a correre, come mai aveva fatto. Alle sue spalle berberi armati, i Tuareg rapitori, auspicavano la sua morte. “Meglio quella, del mio destino”, racconta in francese misto bambara. Armi, droga, stupri. Una falcata, ancora un’altra. Il coraggio oltre il confine. Ali è salvo. Da quel momento ha smagrito per chilometri le sue lunghe gambe. Algeria, Marocco, Libia. Ha sofferto la fame, ha lavorato in miniera. E’ morto di nostalgia. “Sono morto dal giorno in cui ho lasciato il mio paese. Risorgevo ogni volta che incontravo una palla e un canestro.” Poi, in Libia, l’arresto. In quel fosso l’acqua era cibo, il corpo tumefatto a riposo era sollievo. Caricato dalle guardie sul mare, Alì, ha capito che il Terrore non l’aveva ancora incontrato. Era lì, su un barcone troppo pieno. Era il pianto dei bimbi. Era le morti tra i flutti. È arrivato in una nuova terra, Alì. E ora gioca a basket lontano dal mare.
È rinato, ancora una volta. E nessuno lo prende in contropiede. Come quella notte al confine.

Virginia Saba
(Kiss and roll)

COGLI L’ATTIMO

 

dai Mondiali di calcio 2006 il gol del 2-0 di Alessandro del Piero alla Germania, in semifinale.

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