IL COVID NON ESISTE


Editoriale del 30 luglio 2020

I “negazionisti del Covid”, riuniti qualche giorno fa in Senato, si accodano a quelli di numerose altre nazioni della Terra, tutti smentiti dai fatti. Quello che li distingue è che si manifestano dopo o durante, quando in Italia la malattia ha già fatto 35.000 morti e nel mondo ci sono milioni di casi, e quindi avrebbero poco da negare. Sulla base della loro provata competenza nel merito ci assicurano però che quella a cui assistiamo non è una tregua nella tempesta, graziosamente concessaci da una concomitanza di fattori positivi, ma è la fine delle sofferenze: bando perciò al pessimismo e alla tristezza, via le mascherine e i saluti col gomito, abbracciamoci, pazienza se oltre la frontiera non sanno più dove seppellire i morti. A dire il vero le posizioni sono variegate, ma un fortunato negazionista (lo si ricorda mentre commuoveva gli italiani chiusi in casa durante il lockdown, cantando avemarie in chiese o piazze vuote) si spinge a sostenere che la malattia non esiste solo perché non ha colpito lui o qualcuno che conosce. Irritante, eppure una posizione simile era stata incredibilmente assunta in tutti i paesi più evoluti, almeno fino a quando non fu dichiarata la pandemia, dal mondo scientifico. Illustri luminari si erano sempre premurati di dire che mai e poi mai una malattia come la spagnola, che aveva fatto un secolo prima un numero di morti stimati con l’elastico (da due a cento milioni, scegliete voi, tanto chi se li ricorda più) avrebbe potuto colpire un paese con un sistema sanitario all’avanguardia, erano problemi che riguardavano solo popolazioni lontane e affamate; e dunque se non ti riguarda non esiste. Poi è andata come sappiamo. Colpisce ogni volta la capacità degli esseri umani di dimenticare, rimuovere, negare tragedie di dimensioni catastrofiche, che si tratti di guerre, terremoti o epidemie. Un milione di morti di COVID-19 non vale quanto un calciatore morto nel sonno.

Marco Schintu
(Igienista presso Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Un fortunato negazionista (lo si ricorda mentre commuoveva gli italiani chiusi in casa durante il lockdown, cantando avemarie in chiese o piazze vuote) si spinge a sostenere che la malattia non esiste solo perché non ha colpito lui o qualcuno che conosce”
Da IL COVID NON ESISTE – Editoriale di Marco Schintu (Igienista presso Ufficio pesi e misure di Aristan)

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