IL DEMONE NASCOSTO


Editoriale del 16 novembre 2014

Risale dai meandri del cuore e della mente che, a volte, sono lo stesso luogo. Veloce come una bolla d’aria leggera e larga, frantuma il flusso flebile del sonno e lo polverizza in sabbia granulare d’immagini e visioni. Il Demone Notturno è la rappresentazione più completa o incompleta (fate voi) di tutto quel mondo che rimane altrimenti inconsapevole e in apparenza sconosciuto persino a noi stessi. Eppure poche attività psichiche sono più reali del distratto vagare che serve a ricordare la differenza dolorosa tra chi siamo e chi vorremmo essere. I sogni non son desideri quanto invece presentimenti cognitivi (Pre-Cog). Solo per questo sarebbe opportuno osservare bene quanto raccontano, e curarci di quello che dicono con il loro linguaggio silente, fatto di pause rarefatte e simboli primordiali. Perché, a furia di non ascoltare chi li rappresenta, lo costringiamo a emergere da caverne buie e convolute per portarlo alla luce di una vita che non gli piace e che, guarda caso, è anche la sua. Così il Demone costretto dalla nostra indifferenza a uscire dalla notte inizia a sabotare quello che facciamo durante giorno, in quel modo preciso e sistematico come solo chi vive dentro di noi saprebbe fare. Quando non capiamo tutto questo (e non è facile capirlo subito e sempre) pensiamo solo di essere stati sfortunati perché qualcosa – o meglio dovremo dire qualcuno – si è messo di traverso.
Indovinate chi è?

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

Minority report (2002) diretto da Steven Spielberg, ed interpretato da Tom Cruise, Colin Farrell e Samantha Morton. È liberamente tratto dall’omonimo racconto di Philip K. Dick, noto in italiano come Rapporto di minoranza.h

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