IL FALÒ DELLE VANITÀ


Editoriale del 9 aprile 2020

Il mondo ha paura. I consigli per autoprodurre mascherine antivirus invadono la rete. Il tutorial su come utilizzare all’uopo un pannolino per neonati compete con quello che insegna a preparare correttamente la pasta al tonno, le istruzioni su come tagliare e ripiegare una vecchia T-shirt e infilarci dentro un tovagliolino di carta a mo’ di filtro hanno più successo di quelle per fare in casa il lievito madre. Sin dagli esordi, tutte le spiegazioni sull’utilità delle mascherine chirurgiche sono parse incerte e contradditorie e passeranno alla storia come il peggiore esempio di percezione e di comunicazione del rischio. In Italia da totalmente inutili per i sani che le indossano, nel giro di poche settimane quelle stesse mascherine sono diventate indispensabili per proteggere sé stessi e gli altri e ora, addirittura, andrebbero indossate sempre, anche all’interno delle abitazioni. Peccato che siano sempre state introvabili o comunque insufficienti. Di necessità virtù: impaurita, la gente si copre il volto con qualsiasi cosa, seguendo le istruzioni che trova a fianco al cruciverba sui giornali. Semplici barriere fisiche: non vanno bene, lasciano passare il virus, non sono omologate, hanno detto gli esperti. Tutto vero. Robaccia da mettere al rogo, assieme a chi la propone. Ma così a naso, come la piega del gomito quando si starnutisce, non riuscirà a trattenere o a intercettare qualche gocciolone di saliva infetta? E se più umilmente si fosse detto sin dall’inizio che alla bisogna anche proteggersi il volto con una sciarpa o un foulard aiuta? Quante persone non si sarebbero infettate? Poche, pochissime, solo due forse, ma avremo ancora tra noi un anziano giocatore di bocce e una sferruzzatrice seriale.

 

Marco Schintu

(Igienista presso l’Ufficio pesi e misure dell’Università di Aristan)

 

Il mondo ha paura (da IL FALÒ DELLE VANITÀ – Editoriale di Marco Schintu)

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