IL FUMO, QUELLO SOLO SCONSIGLIATO


Editoriale del 26 ottobre 2018

Ho smesso fortunatamente di fumare per nausea, condizione mistica non facile da perseguire. La “nausea” è come il Satori per i buddisti, il Nirvana e il posto fisso, tutte condizioni esistenziali difficili da raggiungere.

Ci sono quelli che smettono quando vogliono, lo dicono loro, e quindi riprendono sempre, tanto a loro basta una decisione.

I fumatori sono come le persone grasse, bugiardi: se dicono 10, fumano 20 sigarette, specie se ci aggiungono un circa. Sembra che a dire un pacchetto non si facciano brutte figure, come se fosse una soglia ammessa dalla medicina ufficiale.

Chi è grasso non ammette che mangia molto, di solito dice che respira e ingrassa. Sei grasso e ti accetta solo il 12% delle donne decenti, fumi e scendi ulteriormente al 7%, russi e resiste il 2%. Di questo 2%, tolte le tonte rimane lo 0,3%, manco una donna intera quindi, e con la sfiga che ho io mi capita la parte dei piedi.

È diventato atto dovuto chiedere se il fumo disturba. Io pagherei per avere uno che fumasse voluttuosamente in mia presenza. Per godere visivamente del rito senza averne le conseguenze. Se non ingombrassero, mi porterei sempre un pacchetto, giusto per offrirle. Ognuno ha le sue particolari aspirazioni, che in certi casi ti tradiscono: un mio rivale di Poker quando chiudeva un punto faceva due tirate consecutive. Quando ha smesso di fumare ha cominciato a non perdere. Nei vecchi film fumano tutti. In uno Humprey Bogart voleva baciare una tenendo la sigaretta in bocca. Fortuna che lo avvertì uno spettatore. Io sono passato lungo tutta la trafila: le sigarette di carta, quelle sfuse, nomi scomparsi, Giubek, Serraglio, Macedonia. Lascio spazio alla vostra memoria anche. il mio primo pacchetto furono le North Pole, invidiato da tutti. Il piombo, il piombo a vita, fammi fare un tiro, la devi buttare? C’erano ancora due tirate.

I pacchetti variopinti, Camel, Marlboro, uno sfoggio di Muratti. I fiammiferi controvento e gli accendini, a benzina, a gas, piezoelettrici, usa e getta, con ricarica.

Questo è uno di quei casi di nostalgìa non nostalgica.

 

Nino Nonnis (Sa cavana di Aristan)

 

Ci sono quelli che smettono quando vogliono, lo dicono loro, e quindi riprendono sempre, tanto a loro basta una decisione (da IL FUMO, QUELLO SOLO SCONSIGLIATO, editoriale di Nino Nonnis)

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