IL MANLIO DI NINO


Editoriale del 25 maggio 2018

Esame di maturità. Temuto esame dei miei tempi, quando ancora c’erano tutte le materie, la traduzione dall’italiano in un latino a scelta, riferimenti agli anni precedenti. Chi saranno i nostri esaminatori? C’è Manlio Brigaglia, che io conoscevo perché lo sapevo figlio del padre, noto professore di greco e latino al Dettori. Sarà severo? Distante, o amichevole? Il giorno del compito di Italiano lo conoscemmo. Passava tra i banchi e osservava gli studenti, facendo ogni tanto una domandina. Un compagno mi chiese: “Ma cosa chiede?” – “Ho sentito che a uno gli ha chiesto la data di nascita e di morte di Leopardi” – “Perché è morto?” – “Sì, ieri notte”. Manlio mi passò vicino e mi chiese come mi chiamassi, meno male, una domanda facile, “Che culo”, pensò il mio compagno. “Di dove sei?”, domanda importante anche per me, per sapere a quale genius loci uno appartiene. “Di Sindia” gli dissi, anche se volevo dirgli di New York. Lui mi guardò negli occhi e mi disse “Fatti onore”. Già fatto, pensai, sono campione della classe di getto del peso. Qualche giorno dopo andai a sentire gli orali. Ad un certo punto lui disse “C’è Nonnis tra di voi?” – “Sono qui” esclamai, temendo che volesse interrogarmi fuori turno. “Ti regalerò un libro: la meravigliosa invenzione della virgola” – “Non ne ho messo, professore?” – “Neanche una. Vuoi creare un nuovo stile?” – “No, mandronìa (pigrizia – ndr), risposi, di solito le metto dopo, ma mi sono dimenticato. Sono lento scrivendo e lo faccio direttamente in bella” – “Hai avuto tutto il tempo” – “Lo so, ma la mandronìa è indipendente”. Si mise a ridere, una risata da mezzo punto in più. All’orale ero a mio agio, non lo temevo più, era persona pronta al sorriso. “Vediamo, Nonnis di Sindia, con te parleremo del Paradiso” – “No professore, il Paradiso no, non mi piace” – “Adesso, vedrai che un giorno ti piacerà” – “Non penso che mi faranno entrare” – “Allora il Purgatorio” – “Peggio che mai” – “L’Inferno ti va bene?, mi sa che ce n’è rimasto uno”. “Grazie pro”. Fu così che parlai del conte Ugolino, Farinata degli Uberti e Montuori”. Manlio era grande intenditore anche di calcio, in questo eravamo colleghi. E in seguito lo siamo diventati, entrambi docenti nella favolosa Università di Aristan, ogni tanto me la tiro anch’io. La gente come lui non muore, sta da un’altra parte.

 

Nino Nonnis (Sa cavana di Aristan)

 

“L’Inferno ti va bene?, mi sa che ce n’è rimasto uno”. “Grazie pro”. Fu così che parlai del conte Ugolino, Farinata degli Uberti e Montuori” (da IL MANLIO DI NINO – Editoriale di Nino Nonnis)

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